Natale: mons. Cornacchia (Molfetta), “aprire le porte del cuore e delle case ai più bisognosi”

Mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi

“Apprendiamo da don Tonino Bello, alla vigilia del suo 25° dies natalis, l’essere Sentinella della Società e anche della Chiesa”. Lo scrive mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, bel suo messaggio per il Natale, rivolto alla diocesi, dal titolo “Scegliere e farsi scegliere da Lui”. “Auguro a me e a ciascuno di voi di essere Sentinella del mattino, un ruolo da esercitare di più perché siamo sordi. Sordi non perché non vogliamo sentire, ma perché non vogliamo vedere – aggiunge il presule -. Vige intorno e dentro di noi una preoccupante cecità e un oscurantismo etico, religioso e antropologico”. Segue, quindi, l’invito a “un risveglio, per noi che abbiamo la fortuna di essere toccati dal messaggio cristiano, ancora oggi”. “Il Signore è venuto per noi, è entrato nel nostro cuore, però lo abbiamo ridotto a un personaggio fra i tanti che affollano i nostri presepi, le nostre case e le nostre coscienze”. Da mons. Cornacchia, infine, un appello “perché si aprano le porte del cuore e delle case ai più bisognosi, in particolare ai giovani: siano loro, come dice Isaia, a segnare l’ora esatta in cui il Signore bussa alle porte della storia ed entra prepotentemente come guida della nostra vita”.

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