Diocesi: mons. Pennisi (Monreale), “Natale non è la festa della luce o dell’amicizia, dell’inverno o dei regali”, ma di “Gesù, il solo che dona gioia”

“Tutti abbiamo bisogno della speranza che viene a noi dal mistero del Natale di Gesù Cristo. Ne ha bisogno il mondo ancora così duramente segnato dal male. Ne hanno bisogno i Paesi minacciati dalla guerra, i milioni di poveri che continuano a morire di fame, gli immigrati che approdano sulle nostre coste, le grandi nazioni dell’Europa che sembrano aver dimenticato la pietà e l’amore, avendo reciso le radici cristiane. Ne ha bisogno la nostra bella e martoriata Isola dove la crisi economica mette in difficoltà tante famiglie, dove la mafia continua la sua presenza nefasta con le piaghe cancrenose dell’usura, del pizzo e dello spaccio della droga, dove tanti giovani sono costretti a emigrare in cerca di un futuro migliore”. Lo scrive mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, nel suo messaggio per Natale. “La speranza cristiana – sottlinea il presule – impedisce di guardare alla storia in maniera fatalistica e aiuta a vivere il nostro impegno nel mondo con coraggio e con fiducia. Noi cristiani guardiamo al futuro senza timore, perché le radici della nostra speranza affondano nel cuore stesso di Dio”. Infatti, “la nostra non è solo attesa, ma anche memoria di Uno che è già venuto nel mistero del Natale che celebriamo. È certezza della presenza di Cristo che cammina con noi, al nostro fianco. L’avvenimento dell’Incarnazione del Figlio di Dio è già in moto e nessuno potrà arrestare questo cammino”.
Per l’arcivescovo, “l’impegno storico della testimonianza dei cristiani nel presente trova il suo fondamento nel fatto che Dio in Gesù Cristo si è fatto uomo”. Di qui l’invito a non “renderci di fatto complici della rimozione sistematica delle radici e dei segni del cristianesimo nella nostra società secolarizzata, ricca di tutto, ma spaventosamente povera di Dio che, anche se addobba con luci multicolori case e città, rimane estremamente povera di Cristo, luce interiore”. Perciò, “festeggiamo il Natale, ma non dimenticando il vero festeggiato, Gesù, il solo che può donare la gioia e può far ardere il cuore”. “Natale non è la festa della luce o dell’amicizia, dell’inverno o semplicemente dei regali”, ricorda mons. Pennisi, che conclude: “Perché questo Natale non passi invano per ciascuno di noi dobbiamo fare nostra la domanda di un mistico polacco : ‘Anche se Gesù fosse nato mille volte a Betlemme, che utilità ne avrei se non fosse nato in me?'”.

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