Meeting del volontariato: card. Montenegro, “gratuità, spirito di servizio e spontaneità”

“L’esperienza del volontariato non può che partire dal chiedersi se si è in grado di fare qualcosa di fronte ad una situazione di disagio. La condivisione e il disagio degli altri ci aiutano a riordinarci interiormente”. Per il cardinale Francesco Montenegro, presidente di Caritas, il senso del vero volontariato deve essere chiaro a tutti. Questo il cuore della lettera inviata a Bari in occasione dell’apertura del 10° Meeting del volontariato organizzato dal Centro di servizio al volontariato San Nicola a Bari. “Evitando la mitizzazione – continua Montenegro – l’esperienza del volontariato ci aiuta a capire il valore delle relazioni, la loro drammatica importanza nel cammino personale di ognuno di noi”. Ma, avverte, “è sempre più forte l’esigenza di liberare il volontariato da un’auto-attribuzione di monopolio della solidarietà. Questo porta al rischio di non far scoprire fino in fondo il senso vero e pieno del volontariato. Allora gli elementi d’identità del volontariato sono la gratuità, la continuità del servizio, la spontaneità dei rapporti e lo spirito di servizio. Il volontariato comincia nel momento in cui una persona, alla percezione del bisogno, ne fa seguire un investimento, non richiesto, di tempo, capacità, sensibilità e risorse. Non si tratta però di fare di più ma di essere consapevoli. Serve allora una pastorale non astratta ma che si pone in relazione ed è capace di generare relazioni di gratuità, agendo con realismo e concretezza delle condizioni senza moniti del ‘dover essere’ ma con l’accompagnamento verso il ‘poter essere’”.

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