Terrorismo in Egitto: mons. Musarò (nunzio), “misure di sicurezza aumentate dal governo per le chiese ortodosse e cattoliche”

(dal Cairo) “Dopo gli attentati che si sono verificati nella Domenica delle Palme, il governo egiziano ha aumentato la sicurezza nelle chiese, ortodosse e cattoliche, senza fare distinzione”. Lo ha detto mons. Bruno Musarò, nunzio apostolico in Egitto, durante un incontro al Cairo con alcuni giornalisti italiani, in occasione del pellegrinaggio di una delegazione dell’Opera Romana Pellegrinaggi sulle orme della Sacra Famiglia, commentando la situazione nel Paese dopo i recenti attacchi terroristici. “Ci sono delle transenne ed è aumentato il numero dei poliziotti a presidio – ha aggiunto -. La nunziatura, ad esempio, ne aveva due, di giorno e di notte, davanti l’ingresso. Adesso ne sono stati aggiunti altri tre”. Il nunzio, nei giorni scorsi, ha incontrato il Grande Imam di al-Azhar, Ahmad al-Tayyib, per “presentargli le condoglianze per le vittime dell’attacco nella moschea, il 24 novembre sul Sinai”. “Continuava a chiedersi chi finanzia questi terroristi”, ha raccontato. Mons. Musarò ha sottolineato poi che “i cristiani vivono in un contesto musulmano e sono la minoranza. I cattolici sono appena 300mila mentre i copti ortodossi 10 milioni”. Però, “il governo ha approvato una legge per la costruzione delle Chiese applicabile anche a quelle cattoliche”. Infine, una riflessione sul carisma di Papa Francesco. “Dopo la sua visita in Egitto, gli stessi musulmani sono rimasti affascinati dalla sua figura, per la sua semplicità e per la sua affabilità, per la sua vicinanza alla gente”.

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