Consiglio Ue: Tajani (Europarlamento), “ridistribuzione automatica dei rifugiati”

(Bruxelles) “Avere raggiunto ‘progressi sufficienti’ non significa aver risolto tutti i problemi” circa i negoziati con il Regno Unito. “Abbiamo davanti ancora molto lavoro”. Lo ha affermato Antonio Tajani intervenendo in apertura del Consiglio europeo in corso a Bruxelles. Nel suo discorso, che tradizionalmente apre il vertice, il presidente del Parlamento europeo ha toccato tutti i punti all’ordine del giorno: Brexit, sicurezza e difesa, pilastro sociale, immigrazione, governance economica. Sul Brexit ha aggiunto: “Il Parlamento sarà attento, in particolare, alla reale salvaguardia dei diritti dei cittadini e alla procedura che verrà istituita per garantire il loro status speciale”. Su sicurezza e difesa: “I cittadini chiedono protezione, non possiamo continuare ad affidarci a potenze militari di altri. La nostra sicurezza, il controllo delle frontiere, la gestione dei flussi migratori, la lotta al terrorismo, la stabilità ai confini, dipendono da noi”. Ampio il paragrafo sulla dimensione sociale, l’educazione e la cultura, con riferimento al lavoro, alla digitalizzazione. “Per creare nuovi posti, dobbiamo puntare anche su settori ad alta intensità di lavoro e creatività. La nostra storia e cultura millenaria hanno un potenziale per la crescita che dobbiamo ancora sfruttare pienamente. Penso a turismo, design, digitalizzazione dei siti culturali, alta gamma, artigianato di eccellenza”.
Nel capitolo successivo: “I cittadini chiedono di risolvere la crisi migratoria. Non vogliono più assistere a flussi incontrollati, pellegrinaggi di richiedenti asilo, morti in mare o nel deserto, tratta di schiavi. Andare in ordine sparso sarebbe un grave errore che ci allontanerebbe da soluzioni davvero efficaci. Serve invece una forte strategia europea, un vero coordinamento delle nostre azioni e la messa in comune di più mezzi e risorse. Da un lato, dobbiamo rafforzare il controllo delle frontiere esterne, respingendo o, rimpatriando con rapidità e fermezza, chi non ha diritto ad entrare; dall’altro, dobbiamo dimostrare solidarietà a chi fugge da guerre e persecuzioni”. L’attuale sistema di asilo, “che scarica tutti gli oneri sui Paesi di prima accoglienza, non funziona”; “chiediamo che la redistribuzione dei rifugiati avvenga in maniera automatica, sulla base di criteri equi e oggettivi, in linea con lo spirito di solidarietà su cui si fonda da sempre la nostra Unione”.

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