Diocesi: mons. Nosiglia (Torino), “la vita universitaria è un tempo privilegiato di intelligenza della fede e di vera testimonianza del credente”

“La vita universitaria è un tempo privilegiato di intelligenza della fede, di una fede che sa dialogare con tutti e generare cultura. Per questo, è anche luogo di vera testimonianza del credente, che esige solide motivazioni e forti contenuti, per rendere ragione della speranza in Cristo che è nel suo cuore”. Lo ha affermato questa sera l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, presiedendo nella cattedrale di san Massimo la messa per il mondo dell’università. Ricordando che “imitare Cristo non è solo possibile, ma è doveroso per chi crede in lui”, Nosiglia ha osservato che “per un discepolo di Gesù, nessuno, perfino chi gli fa del male, è considerato un nemico da combattere, ma una persona che, pur sbagliando, va perdonata e amata”. “Così – ha proseguito – si dà vita alla vera civiltà dell’amore, che costruisce ponti per unire e non muri per difendersi”. Rivolgendosi agli studenti, l’arcivescovo li ha sollecitati “a formarvi una coscienza ed una mentalità dialettica, capace di riferimenti pluralistici, spesso contraddittori con la visione cristiana dell’uomo, della storia, della scienza, della ragione, ma non per questo estranei alla ricerca razionale e religiosa del credente”. “È necessario che la vostra formazione umana e cristiana si radichi nel concreto del vissuto universitario – ha suggerito – oltre ad usufruire di altri luoghi educativi anche diversi. È dentro l’università che voi, giovani, potete e dovete trovare spazi ed occasioni di crescita anche nella fede e nel rapporto fede-cultura e fede-vita, che qualificheranno un domani la vostra professione”. Nosiglia ha anche sottolineato la necessità, nelle parrocchie e nei movimenti, di “attivare percorsi di formazione e di incontro tra voi, giovani universitari, che siano ricchi di riferimenti alle discipline che state studiando”. Ha auspicato “il dialogo tra gli educatori dell’una e dell’altra realtà” e si è augurato che “crescano, anche nelle parrocchie, gli spazi da offrire ai giovani universitari per lo studio e la ricerca”. Nosiglia ha anche invitato a “promuovere occasioni di incontro e di dialogo tra studenti di varie culture e religioni, su tematiche di comune interesse umanistico e culturale. Anche sul piano del volontariato, attivato con il progetto ‘Servire con lode’, diamo spazi di comune impegno che possono aiutare tutti a sentirsi utili e ricchi di quel servizio che rende gioioso il cuore e apre a valori etici, civili e religiosi di grande efficacia per la formazione della propria personalità”.

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