Reddito d’inclusione: Milano (Save the Children), “700mila i minori potenziali beneficiari”

“Sono 700mila i possibili minori beneficiari del reddito d’inclusione, su un totale di 1.8 milioni di potenziali destinatari. Si tratta di bambini spesso colpiti da deprivazioni che riguardano aspetti essenziali della loro vita come salute, nutrizione, educazione e il cui futuro, per questo, rischia di essere compromesso”. È quanto afferma Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia Europa di Save the Children, a proposito del reddito di inclusione (Rei) che da oggi può essere richiesto dalle famiglie in condizione di disagio economico residenti in Italia. In una nota, Milano sottolinea che “affinché la strategia di contrasto alla povertà minorile sia efficace, è necessario che al reddito d’inclusione, il quale rappresenta un positivo passo avanti, siano affiancate adeguate misure rivolte in modo mirato ai bambini e ai ragazzi in condizioni di svantaggio”. Secondo Save the Children, “la povertà minorile rappresenta in Italia una vera emergenza” visto che “in 10 anni le famiglie in condizione di povertà assoluta con minori sono quintuplicate, passando dal 2% del 2006 al 10% del 2016: attualmente sono 669.000 i nuclei in tale situazione di disagio, per un totale di 1.292.000 bambini (il 36% dei quali ha meno di 6 anni), che rappresentano il 12,5% della popolazione sotto i 18 anni nel Paese; il numero di minori in povertà assoluta ha registrato, in un solo anno (dal 2015 al 2016), un incremento del 14%”. “È importante che gradualmente la misura di sostegno arrivi a tutti i minori in povertà assoluta e che nella definizione del progetto personalizzato per il raggiungimento dell’autonomia non siano coinvolti i soli membri adulti del nucleo familiare, ma anche i bambini e gli adolescenti”, aggiunge Milano, rilevando che si tratta di “un passaggio indispensabile per individuare i loro bisogni e renderli protagonisti attivi, al pari del resto della famiglia, di questo percorso”. “Anche un rafforzamento del sistema di welfare è indispensabile per fornire ai nuclei familiari con minori gli strumenti dei quali hanno bisogno per raggiungere un’effettiva autonomia”, conclude.

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