Processo Ilva: don Marco Gerardo assolto. Il Consiglio pastorale parrocchiale, “grazie per fede e serenità che ci hanno mostrato come vivere da buoni cristiani e onesti cittadini”

“A seguito della completa assoluzione, con la più ampia formula ‘perché il fatto non sussiste’, del nostro amato parroco, mons. Marco Gerardo, sentiamo il bisogno di esprimere la nostra gioia e soddisfazione”. Lo si legge in un comunicato diffuso oggi dal Consiglio pastorale della parrocchia del Carmine di Taranto, dopo l’assoluzione del sacerdote. “Ringraziamo il Signore, che ha sostenuto don Marco in questa lunga e grave prova e per avergli dato la forza di continuare senza sosta il suo servizio, senza mai perdere il sorriso”, prosegue il Consiglio pastorale parrocchiale, che è grato a mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, il quale, “anche durante la tempesta, ci ha lasciato don Marco come pastore, mentre qualcuno dall’esterno invocava una pubblica ‘esecuzione’ (punizione) sulla base di quello che poi si è mostrato infondato. Sarebbe stato più facile, ma sarebbe stato anche assolutamente ingiusto”.
Ma “il grazie più grande va al nostro caro don Marco. Grazie perché non ha mai perso la fiducia nel Signore; grazie per l’esempio di umiltà e di pazienza che ci donato anche quando gli attacchi erano aggressivi, vergognosi e fuori della corretta critica sociale e del retto convivere; grazie perché ci ha mostrato una infinita correttezza verso le Istituzioni dello Stato, che ha sempre rispettato; grazie perché in questi anni di sofferenza non ci ha mai privati della sua guida e del suo servizio e non ha mai anteposto le sue vicende ai nostri bisogni”. La comunità parrocchiale, che “sempre gli è stata vicina sostenendolo con il proprio affetto e che mai ha perso la fiducia e la stima verso il proprio pastore”, “ora gioisce pienamente insieme a lui”. E il Consiglio ricorda come pure in questa prova il parroco sia stato da esempio: “Anche in queste ore il nostro don Marco è stato in silenzio e a noi che ci siamo stretti attorno a lui non ha fatto altro che ripetere: ‘Il Signore può chiederci di tutto, la gioia e la sofferenza. Lui sa perché; noi dobbiamo sempre fare la sua volontà, qualsiasi cosa ci chieda’. Grazie, caro don Marco, perché la tua fede e la tua serenità ci hanno mostrato ancora una volta come vivere da buoni cristiani e onesti cittadini”.

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