Musica sacra: mons. Pennisi (Monreale), “dal nostro duomo vuole partire un messaggio di pace, di dialogo e di accoglienza”

Cinque serate tra musica, danza, poesia e multimedialità. Si tratta dell’iniziativa “La cultura e l’arte arabo normanna siciliana in tour”, che si svolgerà dal 12 al 17 dicembre. “Da oltre mezzo secolo la Settimana monrealese di musica sacra rappresenta una tra le più qualificate rassegne di musica sacra a livello internazionale”, afferma l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi. Quest’anno la tradizionale Settimana è promossa dall’assessorato regionale ai beni culturali e all’identità siciliana tramite il centro regionale per il restauro in sinergia con la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana e l’arcidiocesi di Monreale. “La sua significativa importanza è dovuta non solo alla bellezza ed al valore artistico e culturale dell’offerta musicale, ma anche al luogo straordinario, unico al mondo, che è la chiesa cattedrale, basilica d’oro e di colori, di cui quest’anno si celebra il 750° anniversario della dedicazione”. Il presule ricorda che “è una notizia recente che il duomo di Monreale è il secondo monumento italiano più apprezzato, tra quelli inseriti nella lista del patrimonio dell’umanità”. Nel duomo di Monreale, che fa parte dell’Itinerario arabo-normanno e delle cattedrali di Monreale e Cefalù, prosegue l’arcivescovo, “la parola scritta sulle pareti viene espressa con la musica ed il canto. La musica in genere, quella sacra in modo particolare, non è altro che la ‘parola dell’anima sensibile’”. Non solo: “La cattedrale non costituisce uno scenario o un luogo suggestivo e commovente per l’ascolto di concerti, piuttosto, essendo luogo destinato dalla Chiesa all’incontro con Dio nella liturgia, esso, in forza di ciò, è il luogo primario della musica stessa. La musica occidentale trova la sua origine più profonda nella liturgia nell’incontro con Dio. che, nella liturgia, si rende presente a noi in Gesù Cristo”.
Nella cattedrale di Monreale “l’ascolto della musica, anche se non in contesto ‘liturgico’, aiutato dalla ricca iconografia e dall’imponente figura del Pantocratore, con la necessaria disponibilità dell’animo, suscita quello stupore e nostalgia che è porta al totalmente Altro”. Quindi, “di fronte a coloro che covano progetti di guerra e che pronunciano parole cariche di risentimento, animosità, o addirittura disprezzo, dal duomo di Monreale vuole partire un messaggio di pace, di dialogo e di accoglienza”.

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