Israele: mons. Girelli (nunzio), “Terra Santa laboratorio di dialogo interreligioso che può consentire pacifica convivenza tra Israele e Palestina”

“Contribuire alla pacifica convivenza di questa popolazione. Le comunità cristiane che vivono in Terra Santa hanno un posto speciale nel cuore del Papa”. Questo l’auspicio del nuovo nunzio apostolico per Israele e Cipro e delegato apostolico a Gerusalemme e in Palestina, mons. Leopoldo Girelli, espresso al Christian media center di Gerusalemme all’indomani della presentazione (29 novembre) delle Lettere credenziali al presidente dello Stato di Israele, Reuven Rivlin. “Penso che per ogni rappresentante pontificio sia un motivo di particolare gioia l’onore di rappresentare la Santa Sede nella Terra di Gesù Cristo. Quindi, sono lieto e grato a Papa Francesco per avermi affidato questa nuova missione nella Terra Santa che conserva le tracce della storia della salvezza”, ha affermato il nunzio che viene da esperienze diplomatiche in diversi Paesi del Sud Est asiatico. “In questi Paesi – ha spiegato – ho potuto constatare, anche grazie al contatto con le grandi religioni come il buddismo, l’islam e l’induismo, che il dialogo interreligioso, un sincero dialogo interreligioso, è necessario per raggiungere la pace nel mondo. Credo che la Terra Santa possa essere un laboratorio di questo dialogo interreligioso e che possa consentire, attraverso la comprensione e l’accettazione reciproca, di raggiungere una convivenza fraterna e condizioni di buon vicinato tra il popolo di Israele e il popolo della Palestina”. Mons. Girelli prende il posto di mons. Giuseppe Lazzarotto, che ha dedicato alla Terra Santa cinque dei suoi quarantasei anni di servizio diplomatico per conto della Santa Sede. Parlando del suo servizio in Terra Santa mons. Lazzarotto ha affermato che “il punto centrale” di questa missione è “capire in quale modo Dio continua in quella Terra – e attraverso quella Terra – la sua opera di salvezza per la Chiesa e per il mondo. Questa è la funzione principale del rappresentante del Santo Padre quando viene mandato in questo luogo: capire come le varie realtà delle comunità che vivono in quella Terra, i differenti credo religiosi, i diversi orientamenti politici, le diverse condizioni sociali, possano arrivare tutti insieme a creare unità”.

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