Giorgio La Pira: Primicerio (Fondazione), “sarebbe bello che il processo di beatificazione si concludesse finché è ancora viva la memoria”

“Sarebbe bello che il processo di beatificazione di Giorgio La Pira si concludesse fino a che è ancora viva la memoria”. Lo ha affermato oggi il presidente della Fondazione La Pira, Mario Primicerio, nel presentare alla stampa le iniziative per il quarantennale della morte del “sindaco santo” di Firenze. “Riconoscerlo come venerabile – ha affermato – significherebbe indicarlo come esempio di come un cristiano può vivere la politica: per un cristiano la politica non è un optional, si può fare politica anche da un monastero di clausura se la preghiera è orientata al mondo. Così come si può non fare politica anche militando in un partito o in un sindacato, se si persegue solo un interesse di parte”.
“Ci farebbe particolarmente piacere – ha aggiunto Primicerio – che il decreto che riconosce La Pira come venerabile fosse firmato da Papa Francesco, in cui vediamo una particolare consonanza con il messaggio di La Pira. Il Papa ha già manifestato il suo apprezzamento per la figura di La Pira, così come avevano fatto i suoi predecessori in diverse occasioni. Non è un caso che il maggior numero di traduzioni dei testi di La Pira è stato fatto in Argentina. Ma lettere e messaggi per chiedere novità sulla beatificazione di La Pira ci arrivano da ogni parte del mondo, a testimonianza di quanto questa figura sia internazionale. Ci sono arrivate anche richieste di reliquie, alle quali dobbiamo rispondere che si tratterebbe di un culto improprio”.

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