Cooperazione: Focsiv, presentato il policy brief “Quale futuro per il fondo italiano per l’Africa?”

“Nonostante quanto finora avvenuto auspichiamo che sia previsto un rifinanziamento del Fondo italiano straordinario per l’Africa nella prossima Legge di bilancio, in modo che si possa valorizzare nel quadro dell’impegno europeo e delle Nazioni Unite. È importante riprendere l’ambizione originaria riguardo una politica italiana con l’Africa più strutturale e comprensiva. D’altro canto, l’esperienza del Fondo mostra la rilevanza del peso italiano nelle Istituzioni europee e nei suoi strumenti”. È quanto affermato Andrea Stocchiero, responsabile policy Focsiv, in occasione della pubblicazione del policy brief “Quale futuro per il fondo italiano per l’Africa?” con il quale Focsiv presenta raccomandazioni sul futuro del rifinanziamento e orientamento del Fondo. “La creazione del Fondo italiano straordinario per l’Africa – si ricorda in una nota – nasce dalla consapevolezza che la grande sfida e opportunità dei prossimi anni è lo sviluppo di rapporti politici, economici e sociali con questo grande continente, in modo anche da governare meglio le migrazioni”. A settembre scorso risultavano impegnati 140 milioni di euro sui 200 disponibili. “Questi finanziamenti – prosegue la nota – sono andati in gran parte a iniziative per la governance dei flussi migratori, lotta al traffico, controllo alle frontiere secondo un approccio più di sicurezza sul flusso delle migrazioni irregolari e poco sulle cause profonde delle migrazioni”. Secondo Focsiv, “da un’attenta analisi degli investimenti realizzati si evince che solo il 5% dei 140 milioni di Euro finora impegnati è andato alla cooperazione allo sviluppo, il 17% alla protezione e altrettanto ai ritorni, ben il 61% al controllo delle frontiere e alla governance delle migrazioni. Il 77% dei finanziamenti si è concentrato su Niger e Libia, laddove è più forte l’interesse a fermare i flussi irregolari. In particolare, secondo un’analisi di Asgi circa 15 milioni sono stati stanziati per spese di carattere militare”. Per Stocchiero, “è importante che vi sia più trasparenza e possibilità di tracciare la spesa effettiva dei finanziamenti” così come “è necessaria una profonda revisione della politica migratoria e di cooperazione che non sia ridotta al mero controllo delle frontiere, ma che sia attenta al rispetto dei diritti umani”.

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