Commemorazione defunti: card. Montenegro, “i morti in mare vanno pianti assieme ai nostri cari”

“Il nostro pensiero, la nostra preghiera vada ai nostri morti ma anche ai defunti migranti ospiti nei nostri camposanti e a coloro per i quali il mare è diventato una tomba. Quelle morti ci interessano, sono fratelli nostri che, seppure col colore della pelle diversa, appartengono alla famiglia umana e, molti, alla nostra famiglia cristiana”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Agrigento, il card. Francesco Montenegro, nell’omelia pronunciata al cimitero Bonamorone in occasione della commemorazione dei fedeli defunti.

“Sono morti – ha proseguito – che vanno pianti assieme ai nostri cari, che devono scuotere le nostre coscienze e farci riflettere che il paradiso resta lontano per noi sei in questa terra non siamo in grado di annullare le differenze e le diversità”. Per Montenegro, “il loro silenzio è grido che Dio ascolta, come ascoltò quello del suo popolo prigioniero del faraone”. “Chiediamo al Signore perdono – ha invitato l’arcivescovo – per il nostro egoismo e chiediamo che ci aiuti a comprendere cosa vuol dire vivere da cristiani. Che ci aiuti a fare le scelte giuste, ad affrontare nel momento giusto le situazioni, soprattutto se difficili”. Nell’omelia – il cui testo è stato pubblicato integralmente sul sito del settimanale diocesano agrigentino “L’Amico del Popolo” – Montenegro, parlando della morte, ha osservato che “si fa di tutto per nasconderla, evitiamo anche di chiamarla per nome. E poi la si banalizza, addirittura la si spettacolarizza”. “La morte – ha aggiunto – ci obbliga ad una scelta: chiuderci nel nostro guscio, stretti da paura, o aprirci, senza condizioni alla speranza e alla fiducia di Dio. Accettare questo significa dare fiducia a Dio e attendere la salvezza che lui ci offre, ma anche attendere Lui”. “Abbiamo bisogno di guardare alla morte di Cristo in questo nostro camminare tra le tombe alla ricerca dei nostri cari”, ha evidenziato il cardinale, prima di ricordare le parole di Montale: “La morte odora di risurrezione”. “Chiediamo al Signore – ha concluso – di aumentare la nostra fede e di farci sentire sempre il profumo della sua Pasqua”.

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