Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “trasformare il deserto della solitudine in una foresta di relazioni”

“Non è soltanto la solitudine, ma la paura della solitudine a causare tante difficoltà e problemi alla vita delle persone, a volte vere e proprie patologie”. Lo scrive l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi, nella lettera pastorale dal titolo “Non ci ardeva forse il cuore?”, che sarà presentata stasera alle 20.45 nella Casa della cultura e della memoria di Marzabotto. “La città degli uomini – aggiunge l’arcivescovo – è cambiata negli ultimi anni con grande rapidità. Nuove presenze, nuove situazioni, nuovi modi di vivere la fede, nuovi poveri, giovani diversi. C’è tanto di nuovo da vedere, da capire, con cui entrare in dialogo”. Nelle 80 pagine, alcuni passaggi sono dedicati alle dipendenze diffuse in città, “da quella temibili perché banalizzate della droga a quella antiche e nuove dell’alcool o dei giochi o di internet, della pornografia”. “Quanti giovani sono soli o si sentono soli, per la crisi della famiglia, per le difficoltà di relazioni con gli altri, per la solitudine fisica indotta dalla globalizzazione con l’irrompere della realtà virtuale. Ed è feroce quella generata dai social”. Da qui, l’invito a essere “famiglia per le persone sole”. “La sfida è rendere sempre più umana la città degli uomini, trasformare il deserto della solitudine, delle paure, in una foresta di relazioni”.

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