Vescovi spagnoli: contributo della Chiesa nel settore dell’educazione. In plenaria anche il Sinodo sui giovani

Un augurio e il riconoscimento di quale grande “contributo” porti alla vita della Spagna il pluralismo religioso è stato espresso in conferenza stampa stamane a Madrid dal segretario generale e portavoce dei vescovi spagnoli don José María Gil Tamayo ricordando il 25° anniversario dell’accordo di cooperazione firmato nel 1992 tra lo Stato spagnolo e le confessioni religiose minoritarie. La conferenza stampa era dedicata alle conclusioni dei lavori dell’assemblea plenaria dei vescovi. Un particolare contributo è, sul fronte cattolico, la realtà educativa portata avanti dalla Chiesa cattolica in Spagna, sia a livello di scuole e università cattoliche, sia attraverso l’insegnamento della religione nelle scuole. José María Gil Tamayo in conferenza stampa ha citato alcuni numeri di questo contributo che è culturale, sociale e occupazionale non secondario: 25mila sono le persone occupate nelle istituzioni cattoliche, 31mila gli insegnanti di religione nelle scuole pubbliche. Di questa “realtà educativa” che è compito dell’opera evangelizzatrice della Chiesa hanno parlato i vescovi in plenaria; essi hanno anche preso in esame la sintesi dei contributi ricevuti dalle diocesi, congregazioni e movimenti in risposta al questionario preparato dalla Santa Sede per il Sinodo dei vescovi dedicato ai giovani. La sintesi è già stata inviata a Roma e sarà prossimamente resa pubblica con una conferenza stampa.

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