Università Lumsa: Pacelli (sociologa), no a “banalizzazione problemi” e a “virus ignoranza, menzogna, odio”

“Lo scenario proposto dalle difficoltà del mondo contemporaneo sfida il sapere: chiede strade alternative alla banalizzazione che ignora i problemi veri o indugia nel far percepire come problema ciò che alimenta le schermaglie del discorso politico, non combatte il virus dell’ignoranza, della menzogna, dell’odio e mantiene gli stereotipi che sono alla base tanto delle discriminazioni quanto dell’indifferenza”. Lo sostiene Donatella Pacelli, docente di sociologia generale presso l’Università Lumsa, che oggi ha tenuto la prolusione “Fra noi e gli altri. Paradossi e paradigmi del mondo comune”, a conclusione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2017-2018 dell’Ateneo. Secondo la studiosa, questo scenario riformula la domanda: “Conoscere per cosa? A partire da quali temi? Usando quali chiavi interpretative?”. A ben vedere, osserva, “sono gli interrogativi da cui parte qualsiasi serio progetto conoscitivo, ma che oggi si rimodulano all’interno di un più ampio confronto fra prospettive e fra discipline, che vale la pena assecondare. Questo non solo perché orienta verso un approccio più generoso nell’offrire la conoscenza del mondo”, ma anche perché “vedere i problemi sotto un unico aspetto e attraverso un’unica prospettiva decreta la fine del mondo comune”. “Siamo in un passaggio d’epoca interessante per la vita comune (pur tra paradossi) e proficuo per lo sforzo di riflessività del sapere (pur nella fragilità di vari paradigmi) – conclude Pacelli -. Per non perdere l’occasione di superare l’immobilismo delle cose che mette a rischio la convivenza fra noi e gli altri, dovremmo rinunciare all’immobilismo del nostro pensiero nei loro confronti”. A conclusione della cerimonia si è svolta la consegna del premio Ubaldo Prosperetti – intitolato al docente di diritto del lavoro, fondatore di una significativa scuola di giuslavoristi, a 40 anni dalla morte -, alla migliore tesi di dottorato in diritto del lavoro. Il premiato è Mirko Antimari. A delineare la figura dell’insigne giuslavorista è stato il presidente del Tribunale vaticano e rettore emerito della Lumsa, Giuseppe Dalla Torre.

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