Liturgia: Sussidio Cei Avvento e Natale. Mons. Galantino, “la vera pace non possiamo fabbricarla noi”

“Se davvero a partire dall’ascolto diventeremo ‘il suo popolo’, se davvero saremo fedeli alla sua chiamata, allora potremo ripetere parole di pace per i poveri, per i disprezzati e gli scartati della storia, e anche per coloro che – con maggiore o minore responsabilità – si rivelano ingiusti e oppressori”. Così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, introduce il Sussidio per l’Avvento e il Natale 2017, curato dall’Ufficio liturgico nazionale e disponibile online. Il sussidio – scrive mons. Galantino nell’introduzione – ripropone con forza “le linee essenziali della liturgia: gesti, parole e canti che introducono a un ascolto intenso e coinvolgente, che mettendoci al riparo da un facile protagonismo individualistico e dalla spettacolarizzazione emotiva, rendono possibile una comunione spirituale profonda e consentono di celebrare e vivere una festa piena e gioiosa, aliena dall’evasione deresponsabilizzante”. Filo conduttore del sussidio di quest’anno: “Il Signore annuncia la pace”, come si legge nel Salmo 85. “Si tratta di una parola carica di speranza, ma anche capace di correggere e chiamare a conversione”, spiega il segretario generale della Cei: “Di fronte a coloro che covano progetti di guerra, ‘il Signore annuncia la pace’; di fronte a coloro che pronunciano parole cariche di risentimento, animosità, o addirittura disprezzo, ‘il Signore annuncia la pace’. Anche per noi credenti, che troppo spesso siamo tentati di essere i protagonisti della missione, le parole del salmo costituiscono una delicata ammonizione: è il Signore che per primo annuncia. Papa Francesco ci ricorda che la vera pace non possiamo fabbricarla noi, perché non sarebbe duratura”.

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