Archivi ecclesiastici: Terrena (Lumsa), “più della metà ha realizzato o sta realizzando la digitalizzazione dei materiali”

“Più della metà degli archivi ecclesiastici presenti sul territorio nazionale ha realizzato o sta realizzando interventi di digitalizzazione dei materiali”. Lo ha affermato oggi pomeriggio Sara Terrena, tirocinante e neolaureata alla Lumsa di Roma, nel corso del convegno “Storie fuori serie. Gli archivi storici ecclesiastici in una nuova prospettiva condivisa” in svolgimento a Roma, presso l’Archivio Centrale dello Stato. Terrena ha presentato alcuni dati relativi ai 227 questionari relativi alle richieste di contributi dell’8×1000 da parte degli archivi ecclesiastici nel 2016. “Gli archivi censiti sulla banca dati dell’Anagrafe Istituti culturali ecclesiastici sono 820, di cui 183 diocesani e 637 non diocesani”. C’è “una significativa diversità di casistiche”, ha osservato, “per cui si restituisce uno scenario ampio e articolato”. Dai dati emerge che “il 58% del patrimonio archivistico risulta riordinato e il 51% descritto”. Inoltre, “il numero di unità archivistiche che necessitano di un intervento di restauro è di circa 4 milioni”. Per quanto riguarda la sicurezza degli archivi, “201 sono dotati di impianti a norma”. “Nel 2015 sono stati 74mila i fruitori”, ha proseguito, evidenziando che “il 30% del pubblico è stato rappresentato da ricercatori, studiosi e docenti universitari; per il 7% professionisti per ricerche genealogiche; per il 23% genealogisti amatoriali; per un altro 23% studenti universitari e per 15% la comunità locale”. “La maggior parte degli archivi – ha continuato – non presenta collaborazioni”, “87 archivi presentano progettualità comune con biblioteche, archivi e musei ecclesiastici”. Dall’analisi dei dati emerge poi che “gli archivi risultano relativamente deboli per quanto riguarda la promozione del patrimonio sul web” così come “non risulta particolarmente sviluppato il lavoro in rete”.

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