Archivi ecclesiastici: D’Agnelli (Cei), “dobbiamo passare a raccontare il nostro patrimonio”

“Dobbiamo passare a raccontare il nostro patrimonio. Dobbiamo avvicinare le persone, quelle molto interessate e quelle che lo sono meno, ai nostri materiali”. Lo ha affermato questa mattina Francesca Maria D’Agnelli, dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei, intervenendo al convegno “Storie fuori serie. Gli archivi storici ecclesiastici in una nuova prospettiva condivisa” in corso a Roma, presso l’Archivio Centrale dello Stato. D’Agnelli ha presentato le novità del portale BeWeb, online da alcuni giorni, dopo un restyling non sono grafico. “Dalla pubblicazione nel 2000 del primissimo BeWeb, si è passati negli anni con l’apporto del progetto Ecumene alla versione trasversale del 2012”, ha spiegato. La nuova versione “punta ancor più decisamente – ha precisato – sulla valorizzazione identitaria del patrimonio ecclesiastico e sulla restituzione della visione prospettico-ecclesiale delle Chiese che sono in Italia”. Con il restyling di BeWeb c’è stata “una completa rivisitazione grafica e di contenuti, con novità nell’homepage trasversale e in quelle dei portali di settore”. Si è fatto ricorso ad “un approccio che guarda molto alla comunicazione del patrimonio, sganciandoci dal concetto del puro per una prospettiva di vera fruizione del materiale”. “Le risorse – ha proseguito – sono ora messe veramente in circolazione all’interno di un sistema che mette al centro la presentazione del patrimonio”. Il nuovo BeWeb “è tutto incentrato su percorsi, cioè sulla possibilità di offrire una lettura di beni, e su rubriche redazionali provenienti dal territorio che alimentano costantemente di risorse in circolo il portale”. Ma “molto – ha evidenziato – ereditiamo nella nuova versione da quella del 2015”. D’Agnello ha poi osservato come “uno dei punti saldi è il mantenimento del contesto, perché di una risorsa ne do un reale valore nel momento in cui la riesco a collocare correttamente”. Inoltre “contesto significa anche narrazione”. Un passaggio è stato dedicato anche alla “grande apertura del sistema” che “già dialoga con portali informativi”. D’Agnello ha anche parlato dei prossimi passi quali, ad esempio, “catalogazione del materiale fotografico, integrazione biblioteche e record bibliografici SBN ecclesiastico, integrazione biblioteche e descrizioni Manus online ecclesiastico”. “Andiamo verso un sistema fortemente innovativo dal punto di vista del digitale anche perché non possiamo ignorare che il nostro utente tipo è abituato ad essere continuamente connesso”. “Lo sforzo che dobbiamo fare – ha concluso – è quello della messa a disposizione di tutti i nostri materiali”.

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