Offerte per i sacerdoti: Calabresi (Servizio Cei), “forte impegno per la raccolta 2017”

(Foto: Giorgia Benazzo)

Donazioni per il sostentamento del clero al fotofinish, nelle ultime settimane dell’anno. “I sacerdoti si affidano a noi per essere liberi di servire tutti – afferma Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Cei per il sostegno economico alla Chiesa, alla vigilia della Giornata nazionale Offerte, prevista domani, domenica 26 novembre -. Dedicano la vita agli altri con una presenza costante, che si declina in gesti a volte coraggiosi e a volte di semplice vicinanza. Oggi le Offerte per il loro sostentamento sono in crescita rispetto al passato, grazie ad un forte impegno nazionale e locale, attraverso gli incaricati diocesani per il sovvenire. Sarebbe bello se potessimo veder confermato nel 2017 questo aumento”.
Il 2016 si era chiuso con donazioni per oltre 9,3 milioni di euro, in calo del 3,3% sul fronte dell’importo complessivo, seppure con +2,38% di offerte. Rispetto allo stesso periodo di un anno fa, in queste settimane conclusive, la raccolta è tornata in terreno positivo (+7,5% gli importi, +17,4% le donazioni al 18 settembre scorso, finora l’ultimo dato disponibile). Grazie all’avvio di un piano nazionale di formazione nelle parrocchie, in oltre 1 diocesi su 4 si sono tenuti eventi sul tema del sovvenire, che hanno puntato ad ampliare la platea dei donatori. Sul tavolo, l’opera sacerdotale di annuncio e sollievo alle povertà nell’intero Paese, la storia della remunerazione del clero dopo l’addio alla congrua (oggi un prete appena ordinato riceve 870 euro netti al mese, che arrivano a 1.354 euro per un vescovo ai limiti della pensione), la geografia dei 35mila preti diocesani e 500 missionari nel Terzo mondo raggiunti dalla colletta, con rendiconti verificabili. Un progetto formativo accolto ovunque con interesse e con una forte richiesta di partecipazione, secondo i report dal territorio inviati dagli incaricati diocesani, ora alla prova delle settimane conclusive dell’anno. Le più importanti, perché tradizionalmente in esse si concentra circa il 60% della raccolta annuale.

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