Vita pastorale: card. Bassetti, “le luminarie delle nostre città non riescono a mascherare le tante desolazioni che ci impoveriscono”

“I segni della notte, dell’afasia, della solitudine, della mancanza di pace, di nuove schiavitù, come quelli di una tristezza profonda, che fa sentire perduti, lontani e smarriti, li tocco con mano in tanti incontri, spesso appena il discorso di circostanza trova modo di aprirsi a verità. È a questa umanità che, come Chiesa, siamo inviati con la gioia del Vangelo, come ci esorta con forza Papa Francesco”. Lo scrive il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella lettera pubblicata da “Vita pastorale” sul numero di dicembre, anticipato oggi al Sir. Richiamando la poesia di padre David Maria Turoldo “Vieni sempre Signore”, Bassetti osserva che “in queste poche righe – che hanno la forza di dare un nome alle tante desolazioni che impoveriscono la giornata dell’uomo – non stento a riconoscere una situazione diffusa, che le luminarie delle nostre città non riescono a mascherare, se non in maniera alquanto superficiale”. Il cardinale aggiunge che “il cammino verso il Signore rimane un cammino di kenosi, di abbassamento, di umiltà: dalle vette dell’orgoglio e della superbia occorre impegnarsi a scendere, se non si vuole mancare all’incontro decisivo”. “Tale percorso risplende nelle vite di tanti che in questi duemila anni di storia hanno scritto pagine incredibili di santità feriale”, continua Bassetti, evidenziando che per quanto ci riguarda “l’inchiostro ce l’ha offerto, ancora una volta, Papa Francesco nella Giornata mondiale dei poveri, dove ci ha chiesto spazio alla preghiera al Signore e apertura alla condivisione”. “Per un amore che ‘non ammette alibi’, ma costituisce la base per augurarci davvero Buon Natale”.

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