Notizie Sir del giorno: messaggio Papa Giornata pace, viaggio apostolico in Myanmar, violenza contro donne, lotta alla mafia, don Sturzo, testimonianza da Uganda

Papa Francesco: messaggio per la Giornata mondiale della pace 2018 e lettera ai sindacati

“Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici, anziché costruire la pace, seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia, che sono fonte di grande preoccupazione per tutti coloro che hanno a cuore la tutela di ogni essere umano”. Lo scrive Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2018 sul tema “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”, puntando il dito su una “retorica”, “largamente diffusa” in molti Paesi di destinazione “che enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza dei nuovi arrivati, disprezzando così la dignità umana che si deve riconoscere a tutti, in quanto figli e figlie di Dio”. (clicca qui)
Sempre nella giornata di oggi, il Papa è ritornato sul tema del lavoro, con una lettera ai partecipanti alla conferenza internazionale delle organizzazioni sindacali, tenuta in questi giorni in Vaticano. “Il lavoro – ricorda Francesco – non può essere considerato come una merce né un mero strumento nella catena produttiva di beni e servizi, ma, essendo basilare per lo sviluppo, ha la priorità rispetto a qualunque altro fattore di produzione, compreso il capitale”. (clicca qui)

Papa in Myanmar: card. Parolin, “chiederà una soluzione duratura per i profughi dal Rakhine”

Il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, individua in un’intervista alla Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede i temi principali del viaggio di Papa Francesco in Myanmar e Bangladesh, dal 26 novembre al 2 dicembre. Il capo della diplomazia vaticana, interpellato sul dramma dei profughi nel sud est asiatico e in particolare dei Rohingya, sottolinea che il Papa inviterà a trovare “una soluzione duratura di questi problemi, soprattutto per quello che riguarda lo Stato di Rakhine in Myanmar e i profughi che vivono questa situazione. Una soluzione duratura che venga ricercata da parte di tutti gli attori, di tutti i protagonisti in spirito umanitario, tenendo conto anche dell’importanza per la gente, per la popolazione, di avere una nazionalità e sapendo che solamente questa soluzione duratura può offrire stabilità, pace e sviluppo a quella zona e a tutte le zone di conflitto”. (clicca qui)

Violenza contro le donne: domani Giornata internazionale. Commissione Ue, “in Europa vittima una donna su tre”

(Bruxelles) “In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ribadiamo ancora una volta: la violenza deve ora finire!”: lo si legge nella Dichiarazione della Commissione europea pubblicata alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre). “La violenza contro le donne e le ragazze si verifica ancora ogni giorno, all’interno e all’esterno dell’Unione europea. Questa violazione dilagante dei diritti umani ha molte facce diverse: avviene indipendentemente dal contesto sociale, a casa, al lavoro, a scuola, per strada, nelle attività sportive o anche online. Limita la piena partecipazione delle donne e delle ragazze a tutti gli aspetti della società – politico, culturale, sociale ed economico”. La Commissione rileva che in Europa “una donna su tre ha subito una violenza fisica o sessuale. L’80% delle vittime della tratta all’interno dell’Ue è di sesso femminile. Nei Paesi in via di sviluppo, una ragazza su tre risulta sposata prima di aver compiuto i 18 anni d’età”. (clicca qui)

Lotta alla mafia: Grasso, debellati Riina e Provenzano, ma minaccia resta grave

(DIRE – SIR) – “Abbiamo debellato la mafia sanguinaria di Riina e Provenzano” ma “ciò non significa che ci si debba arrendere al tempo che passa o alle difficoltà, e nemmeno che possiamo considerare sconfitta Cosa nostra”. Oggi infatti “esiste una minaccia non meno grave e, a mio giudizio, addirittura più insidiosa: la mafia ha smesso di ‘far parlare’ le armi e gli esplosivi ma non ha assolutamente rinunciato a mantenere la sua rete di potere e di arricchimento illecito. Lo fa con altri mezzi, corrompendo gli amministratori pubblici e infiltrandosi silenziosa nel tessuto sociale, economico e politico – non solo nelle regioni del sud – ponendosi sempre più come organizzazione in grado di operare a livello globale”. Così il presidente del Senato Pietro Grasso, nel suo discorso al Palazzo Reale di Milano, in occasione dell’intervento agli Stati Generali della lotta alle mafie. (clicca qui)

Colombia: mons. Henao (Pastorale sociale) nominato presidente del Comitato nazionale della riconciliazione

La Chiesa colombiana è sempre più in prima linea nella promozione della pace e della riconciliazione. Dopo la nomina del gesuita padre Francisco de Roux alla presidenza della Commissione per la verità (organismo previsto dagli accordi pace con le Farc), il Comitato nazionale del Consiglio nazionale della pace, della riconciliazione e della convivenza ha nominato presidente mons. Héctor Fabio Henao, direttore del Segretariato nazionale per la pastorale sociale. Il Comitato nazionale è un organo esecutivo delle decisioni del Consiglio nazionale della pace. Una delle sue funzioni è la progettazione e l’esecuzione del Programma di riconciliazione, coesistenza e prevenzione della stigmatizzazione, con la partecipazione di realtà territoriali. (clicca qui)

Don Sturzo: mons. Oder, “un uomo libero e forte”, speriamo “presto santo”

“Un sacerdote, un uomo libero e forte, speriamo presto di poter dire, col consenso dell’autorità della Chiesa, un santo”. Mons. Slawomir Oder, vicario giudiziale del Tribunale ordinario della diocesi di Roma, ha definito così don Luigi Sturzo, sacerdote antifascista e fondatore del Partito popolare italiano, la cui causa di beatificazione ha fatto oggi un grande passo avanti. Si è chiusa infatti, nell’aula della Conciliazione del Palazzo apostolico Lateranense, la fase diocesana del processo, iniziato venti anni fa. Don Luigi Sturzo, ha ricordato mons. Oder, “eccelse in molti campi del sapere e dell’agire umano, in particolare della politica, ma di se stesso usava ripetere: ‘Io sono Sacerdote, non un politico’”. “E proprio perché sacerdote – ha sottolineato – egli sentì la vocazione ad esercitare il proprio ministero in un campo diverso da quelli usuali, ma non meno importante, quello della politica, perché egli intendeva ricondurre tale umana attività alla sua finalità naturale di carità e di servizio”. (clicca qui)

Uganda: l’impegno del missionario altoatesino fr. Fischnaller tra i profughi del Sud Sudan

Migliaia sono le persone che oggi vivono nel campo profughi di Moyo. Molte sono quelle che fino a poche settimane fa frequentavano la missione di fr. Erich Fischnaller, il comboniano di origini altoatesine da anni impegnato in Sud Sudan. E lui, che si è preso cura di quella gente, aiutandola per anni a rimettersi in piedi dopo la guerra civile, oggi continua a stare loro accanto. Maglietta a righe e cappellino blu in testa, come suo solito, continua a “trasformare” il frutto della generosità dei donatori altoatesini in sacchi di mais e riso, legumi, olio, sale, pesce, sapone e beni di prima necessità. Alimenti oggi indispensabili per combattere il nemico più grande, nel campo profughi di Gulu: la fame. Nel campo profughi di Moyo, nel nord dell’Uganda, fa molto caldo. E la terra riarsa dal sole non riesce a dare quel poco necessario a saziare le migliaia di persone che nei mesi scorsi, con l’acuirsi del conflitto interno in Sud Sudan, sono state costrette a lasciare tutto quello che avevano, le loro case, i loro terreni coltivati e i loro animali, per trovare rifugio e salvezza a poche centinaia di metri al di là del confine, in Uganda. (clicca qui)

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