Lotta alla mafia: Grasso, debellati Riina e Provenzano, ma minaccia resta grave

(DIRE – SIR) – “Abbiamo debellato la mafia sanguinaria di Riina e Provenzano” ma “ciò non significa che ci si debba arrendere al tempo che passa o alle difficoltà, e nemmeno che possiamo considerare sconfitta Cosa nostra”. Oggi infatti “esiste una minaccia non meno grave e, a mio giudizio, addirittura più insidiosa: la mafia ha smesso di ‘far parlare’ le armi e gli esplosivi ma non ha assolutamente rinunciato a mantenere la sua rete di potere e di arricchimento illecito. Lo fa con altri mezzi, corrompendo gli amministratori pubblici e infiltrandosi silenziosa nel tessuto sociale, economico e politico – non solo nelle regioni del sud – ponendosi sempre più come organizzazione in grado di operare a livello globale”. Così il presidente del Senato Pietro Grasso, nel suo discorso al Palazzo Reale di Milano, in occasione dell’intervento agli Stati Generali della lotta alle mafie. “Le mafie si lasciano guidare nella ricerca del profitto dai fattori geopolitici, servendosi ai propri fini di mutamenti e tendenze – dice Grasso – e allo stesso tempo agiscono da attori geopolitici producendo in via diretta o indiretta processi di natura geopolitica”. La battaglia per la legalità, allora, “è tutt’altro che terminata e non si può considerare un problema solo nazionale, ma anche mondiale e di estrema pericolosità anche per i collegamenti tra criminalità organizzata e Terrorismo, che hanno portato il nostro Paese, primo ed unico al mondo, ad unificare nella Procura Nazionale il coordinamento delle indagini contro le mafie ed il Terrorismo”, prosegue il presidente del Senato augurando “buon lavoro al Procuratore Cafiero de Raho, appena nominato”. L’Italia, inoltre, ha “già da tempo, a livello governativo, un organismo centralizzato per la sicurezza come il C.a.s.a, Comitato di analisi strategica antiterrorismo, che riunisce allo stesso tavolo uomini dell’intelligence e delle forze di polizia e la Procura antiterrorismo, per una visione comune su questi temi”, dice Grasso. (www.dire.it)

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