Festival Dottrina sociale: Sangermano (procuratore), “il desiderio della genitorialità non può essere trasformato in un diritto”

“Attenzione a non trasformare il principio dell’inviolabilità dei diritti dell’uomo nel principio dell’inviolabilità dell’individualismo e dell’egoismo. Occorre discernere, focalizzare il confine tra diritto e desiderio, tra tutela dell’individuo-persona e pretesa all’individualismo creativo. Spetta al giudice individuare questo confine etico, attraverso il calibrato bilanciamento dei valori costituzionali”. Lo ha detto Antonio Sangermano, procuratore della Repubblica per i minori di Firenze, intervenuto al festival della Dottrina sociale della Chiesa, in corso a Verona. Tra i temi al centro del dibattito, stepchild adoption, la tutela degli interessi dei minori, le copie di fatto, la legge Cirinnà. “Non può esistere un diritto assoluto alla genitorialità – ha aggiunto Sangermano – perché la genitorialità è ardente desiderio di vita, condivisione di un progetto affettivo, amore per l’altro, dono incondizionato di sé. Ma questo meraviglioso desiderio, che rende l’uomo figlio di Dio, non può meccanicisticamente essere trasformato in un diritto, perché questa sublime manifestazione umana coinvolge l’‘altro’, che è il bimbo, la creatura indifesa, il profugo che naufraga sulle spiagge della vita”.

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