World Tv Day: mons. Viganò (SpC), “giornata utile perché richiama alla responsabilità”

Il 21 novembre è la Giornata mondiale dedicata alla televisione, istituita nel 1996 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Le associazioni di settore, European Broadcasting Union (EBU), Association of Commercial Television in Europe (Act) e Association of Television and Radio Sales Houses (Egta), ogni anno si attivano per promuovere la celebrazione della Giornata, diffondendo anche uno spot. Parola chiave del World Tv Day 2017 “Trust”, fiducia, la fiducia nel mezzo televisivo, che può essere visto attraverso qualsiasi device, dall’apparecchio “tradizionale” agli smartphone, tablet o pc.

Il Sir ha raggiunto telefonicamente il prefetto della Segreteria per la comunicazione (SpC) della Santa Sede, mons. Dario Edoardo Viganò. “Basta guardare ai recenti dati presentati da Censis e Ucsi nel 14° Rapporto sulla comunicazione in Italia – commenta Viganò in riferimento alla ricorrenza odierna –, e si capisce immediatamente come la televisione rimanga ancora oggi centrale nella vita delle persone, con il 92,2% di utenza complessiva. La tv dimostra di avere un patto fiduciario molto forte con lo spettatore, seppure la cornice della fruizione sia molto cambiata negli ultimi anni grazie alla Rete e ai diversi device”. Prosegue ancora mons. Viganò: “La giornata istituita dalle Nazioni Unite è certamente utile perché richiama alla responsabilità nell’uso del mezzo, alla responsabilità dell’attività da parte dei giornalisti. Nella consapevolezza che un’oggettività dell’informazione non esiste, siamo chiamati a verificare bene le fonti. Un’attenzione e una prudenza soprattutto nel contesto digitale, dove è facile imbattersi in fake news, notizie che si presentano come verosimili ma non verificate”. Un tema, precisa sempre il prefetto, che “si trova in linea con la riflessione della Chiesa cattolica, in modo particolare con la riflessione che il Santo Padre farà per la 52a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali: «La verità vi farà liberi» (Gv 8,32). Notizie false e giornalismo di pace”.

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