Richiedenti asilo a Piove di Sacco: don Facco (Caritas Padova), “queste situazioni sono dolorose, qualsiasi scelta si faccia”. “La Chiesa non può stare al gioco del ‘tanto peggio tanto meglio’”

“Queste situazioni sono dolorose, qualsiasi scelta si faccia”: lo ha ammesso, oggi pomeriggio, durante una conferenza stampa, don Luca Facco, direttore della Caritas diocesana di Padova, in merito alla marcia dei richiedenti asilo partiti dall’hub di Cona. “Comprendiamo le loro ragioni: un anno in un centro di questo tipo non può andare bene. Hanno diritto a protestare per fare capire le condizioni in cui vivono e chiedere di migliorarle. Ora hanno fatto la loro protesta, ne ha parlato la stampa nazionale: ma poi devono rientrare a Cona. Altrimenti rischiano di pagare perdendo il diritto all’accoglienza e diventando persone senza dimora. Questo sarebbe peggio. Quindi, non condividiamo la posizione di chi non vuole che rientrino all’hub”, ha affermato don Facco.
La Chiesa punta il dito contro qualcuno? “No, non lo possiamo fare, ma forse c’è qualcuno che ne approfitta per avere visibilità. Giocando sul fatto che la Chiesa deve essere solidale. Non possiamo processare le intenzioni, non sappiamo se chi agisce così lo faccia pensando di fare del bene o per fini propri, ma la Chiesa non può stare al gioco del ‘tanto peggio tanto meglio’. Noi possiamo dire che è un messaggio sbagliato, come quello di ricollocarli a seguito della protesta: significa illuderli. Ma non possiamo nemmeno alzare solo muri, immaginando magari che, sbraitando, spariscano. Nella ex base di Cona si trova la metà dei richiedenti asilo del territorio veneziano. Questo significa che c’è poca disponibilità all’accoglienza”.

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