Richiedenti asilo a Piove di Sacco: don Cagol (Padova), “abbiamo offerto una sistemazione per dormire al caldo, ma la linea è non aprire più le porte in situazioni premeditate”

Dopo avere accolto alcune sere fa, in situazione di emergenza, alcuni richiedenti asilo nella chiesa di Codevigo, una parrocchia a una ventina di chilometri da Padova, un’altra comunità della stessa zona è stata coinvolta ieri in una situazione simile: è quella di Piove di Sacco. “Ieri sera – ha spiegato oggi pomeriggio, in una conferenza stampa, don Marco Cagol, vicario episcopale per i rapporti con il territorio della diocesi di Padova – siamo stati coinvolti come Chiesa e come diocesi dalla presenza di 54 richiedenti asilo, usciti dall’hub della ex base militare di Cona (provincia di Venezia ma diocesi di Padova), dei quali non era chiaro né l’intento né la direzione. Si sono presentati di fronte alla chiesa di Piove di Sacco e la Chiesa si è sentita coinvolta nella vicenda. Ci si è seduti lungamente al tavolo con i referenti del gruppo e con l’amministrazione comunale, per tentare di convincere i ragazzi che questa azione metteva a rischio loro e il loro diritto a essere accolti. Abbiamo provato a convincerli ad accettare la disponibilità della Prefettura di riaccompagnarli all’hub in pullman. Alla fine, la Prefettura ha accettato l’idea che fornissimo loro ristoro ed è stata comunque data una sistemazione per dormire al caldo, ma la linea rimane quella di non aprire più le porte in situazioni premeditate, bensì di lavorare di concerto con le istituzioni. Le quali ci hanno fatto capire che dare seguito ad un certo tipo di accoglienza può portare a problemi di ordine pubblico”.

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