Notizie Sir del giorno: attesa per Papa in Myanmar, ricostruzione post terremoto, festa del Ringraziamento

Papa in Myanmar: i gesuiti, “saprà cosa dire o non dire sui Rohingya”. Il sindaco di Yangon, “la pace è il messaggio di cui abbiamo più bisogno”

(da Yangon) – La minoranza cattolica in Myanmar continua a chiedere a Papa Francesco, che visiterà il Paese dal 27 al 30 novembre per poi recarsi in Bangladesh fino al 2 novembre, di non nominare la parola “Rohingya” perché potrebbe avere conseguenze negative sulla vita della piccola comunità e sugli equilibri interni della fragile democrazia nascente. “È un argomento sensibile e potrebbe creare intolleranze – confermano al Sir fonti locali legate ai gesuiti -. Siamo convinti che il Papa saprà come affrontare il tema e decidere secondo la sua coscienza. Saprà cosa dire e cosa non dire”. (clicca qui)
A dare voce alle aspettative che il popolo birmano nutre per la visita di Papa Francesco in Myanmar è, in un’intervista al Sir, il sindaco di Yangon, Maung Maung Soe: “La pace è il messaggio di cui abbiamo oggi più bisogno. Senza la pace, senza la fiducia, non possiamo fare niente. L’unica cosa di cui oggi abbiamo bisogno è la pace. Spero e credo che attraverso questa visita e la presenza tra noi di papa Francesco, il popolo impari a conoscere ancora di più cosa è la pace e l’amore”. (clicca qui)

Ricostruzione: la Consulta delle diocesi terremotate ha incontrato il Commissario Paola De Micheli. Per gli edifici di culto le diocesi diventano enti attuatori

Si è riunita oggi, 21 novembre, presso la sede della Conferenza episcopale italiana a Roma, la Consulta dei vescovi delle diocesi interessate dal sisma del 2016. Insieme al segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, e ai vescovi delle comunità colpite dal terremoto, erano presenti il commissario per la ricostruzione Paola De Micheli con i suoi collaboratori e i funzionari del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibact). L’incontro ha rappresentato l’occasione per condividere obiettivi e modalità di lavoro, concordare orientamenti comuni e individuare modalità di confronto per la gestione dei casi concreti. L’incontro si è svolto in un clima positivo di collaborazione reciproca, nell’ottica del perseguimento di una volontà condivisa di impegno, per far sì che le diocesi del territorio siano coinvolte in prima persona a collaborare con le istituzioni pubbliche. (clicca qui)

Commissione Ue: 28 milioni di euro per Umbria e ricostruzione basilica San Benedetto a Norcia

(Bruxelles) La Commissione europea stanzierà 28 milioni di euro dei fondi della politica di coesione “a favore del rilancio dell’attività economica di una regione, l’Umbria, colpita da gravi eventi sismici”: di questi fondi, 5 milioni saranno destinati alla ricostruzione della basilica di San Benedetto a Norcia. Lo comunica una nota del palazzo Berlaymont di Bruxelles. “A ciò si aggiunge un cofinanziamento italiano di pari importo. In totale 400 milioni di euro di fondi nazionali e dell’Ue contribuiranno alla ricostruzione e al rilancio dell’economia delle quattro regioni, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, colpite dal terremoto nel 2016 e 2017. In questo contesto la ricostruzione della basilica beneficerà complessivamente di finanziamenti per 10 milioni di euro. (clicca qui)

Papa Francesco: costituisce la terza sezione della Segreteria di Stato per il personale di ruolo diplomatico

Il Papa ha costituito la Terza Sezione della Segreteria di Stato con la denominazione di “Sezione per il Personale di ruolo diplomatico della Santa Sede”, rafforzando l’attuale ufficio del Delegato per le Rappresentanze Pontificie. A darne notizia è oggi la Sala Stampa della Santa Sede. La Sezione, che dipenderà dal Segretario di Stato, sarà presieduta dal Delegato per le Rappresentanze Pontificie, che attualmente è mons. Jan Romeo Pawlowski, ed avrà la finalità di “dimostrare l’attenzione e la vicinanza del Santo Padre e dei Superiori della Segreteria di Stato al personale di ruolo diplomatico”. A questo scopo, “il Delegato per le Rappresentanze Pontificie potrà prevedere di rendere visita alle sedi delle Rappresentanze Pontificie con regolarità”. (clicca qui)

Festa del ringraziamento: card. DiNardo (vescovi Usa), sia dedicata ai migranti e ai rifugiati

“Giovedì prossimo, ci fermeremo per ringraziare Dio delle molte benedizioni di cui godiamo negli Stati Uniti e con i miei fratelli vescovi presteremo attenzione in modo particolare agli esclusi: i poveri, i malati, i tossicodipendenti, i non nati, i disoccupati e, in particolare, i migranti e i rifugiati”. Così il card. Daniel DiNardo, presidente della Conferenza episcopale Usa, ha aperto il messaggio per Thanksgiving, la festa del ringraziamento che verrà celebrata il 23 novembre. Il cardinale ricorda l’incontro di Baltimora, della scorsa settima, con tutti i vescovi dove “condiviso” è stato l’allarme per “una politica impensabile fino a poco tempo fa” e che ha preso di mira i Dreamers, i giovani lavoratori e studenti, giunti bambini negli Usa e che ora rischiano la deportazione. (clicca qui)

World Tv Day: mons. Viganò (SpC), “giornata utile perché richiama alla responsabilità”

Il 21 novembre è la Giornata mondiale dedicata alla televisione, istituita nel 1996 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Le associazioni di settore, European Broadcasting Union (EBU), Association of Commercial Television in Europe (Act) e Association of Television and Radio Sales Houses (Egta), ogni anno si attivano per promuovere la celebrazione della Giornata, diffondendo anche uno spot. Parola chiave del World Tv Day 2017 “Trust”, fiducia, la fiducia nel mezzo televisivo, che può essere visto attraverso qualsiasi device, dall’apparecchio “tradizionale” agli smartphone, tablet o pc. Il Sir ha raggiunto telefonicamente il prefetto della Segreteria per la comunicazione (SpC) della Santa Sede, mons. Dario Edoardo Viganò: “La giornata istituita dalle Nazioni Unite è certamente utile perché richiama alla responsabilità nell’uso del mezzo, alla responsabilità dell’attività da parte dei giornalisti”. (clicca qui)

Richiedenti asilo a Piove di Sacco: don Cagol (Padova), “abbiamo offerto una sistemazione per dormire al caldo, ma la linea è non aprire più le porte in situazioni premeditate”

Dopo avere accolto alcune sere fa, in situazione di emergenza, alcuni richiedenti asilo nella chiesa di Codevigo, una parrocchia a una ventina di chilometri da Padova, un’altra comunità della stessa zona è stata coinvolta ieri in una situazione simile: è quella di Piove di Sacco. “Ieri sera – ha spiegato oggi pomeriggio, in una conferenza stampa, don Marco Cagol, vicario episcopale per i rapporti con il territorio della diocesi di Padova – siamo stati coinvolti come Chiesa e come diocesi dalla presenza di 54 richiedenti asilo, usciti dall’hub della ex base militare di Cona (provincia di Venezia ma diocesi di Padova), dei quali non era chiaro né l’intento né la direzione. Si sono presentati di fronte alla chiesa di Piove di Sacco e la Chiesa si è sentita coinvolta nella vicenda”. Alla fine, “la Prefettura ha accettato l’idea che fornissimo loro ristoro ed è stata comunque data una sistemazione per dormire al caldo, ma la linea rimane quella di non aprire più le porte in situazioni premeditate, bensì di lavorare di concerto con le istituzioni”. (clicca qui)

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