Economia: Università Cattolica, il “welfare responsabile” si basi su “centralità della persona” e “dimensione territoriale”

(Milano) “Dobbiamo superare l’idea di un welfare assistenzialista andando a valorizzazione le risorse presenti in un determinato contesto sociale e territoriale”, ha precisato Vincenzo Cesareo curatore del volume “Welfare responsabile” (edito da Vita e Pensiero) presentato oggi all’Università Cattolica di Milano. “L’idea di fondo – ha proseguito il sociologo – è quella di individuare delle sinergie tra welfare municipale, aziendale e comunitario adottando una logica fondata sull’et-et invece di quella out-out, cioè introducendo un modello che intende valorizzare le specificità e le potenzialità dei diversi soggetti che già concorrono al welfare, lavorando sulla rete e sulla creazioni di luoghi di interazione”. La proposta presentata assume tre opzioni di fondo: la centralità della persona, la responsabilità, la dimensione territoriale quale luogo privilegiato della sua attuazione. “Ci troviamo di fronte a nuove categorie a rischio, nuove povertà e a nuovi invisibili – ha ricordato mons. Luca Bressan, vicario episcopale per la Cultura dell’arcidiocesi di Milano e presidente della Fondazione Moneta – e per questo è necessario cercare nuovi paradigmi, ma tenendo sempre a mente che l’obiettivo di fondo è tutelare la dignità della persona”. La prospettiva, ha precisato Cesareo, è quella di una “responsabilità condivisa” unita ad un processo di “attivazione capacitante” perché “la messa in rete di attori differenti che si mobilitano responsabilmente crea una configurazione sociale nuova: lo spazio sociale di prossimità. Uno spazio in cui si generano nuovi canali di comunicazione, inedite modalità di collaborazione e innovative risposte più adeguate alle sfide della contemporaneità”.

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