Cultura: Magatti, serve un’immaginazione istituzionale per interpretare il cambio di schema provocato dalla crisi

“Non capisco più che cosa debba accadere perché si capisca che il mondo è cambiato e siamo da un’altra parte della storia”. È l’interrogativo che si è posto Mauro Magatti intervenendo alla presentazione del suo nuovo libro “Cambio di paradigma. Uscire dalla crisi pensando al futuro”, che si è svolta oggi nella sala stampa della Camera. “È cambiato lo schema”, ha sottolineato Magatti (che insegna sociologia all’Università Cattolica di Milano ed è anche segretario del comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali) e si è passati “da una stagione in cui tutto si ‘slegava’” a una stagione in cui emerge “una nuova esigenza di legami e di protezione”. Nasce “una domanda politica a cui non si riesce a dare una nuova forma che non sia quella della protesta”. “È tutto fuori assetto”, ha aggiunto Magatti , e si è “alla ricerca di un nuovo assetto capitalistico”. Servirebbe quindi “un’immaginazione istituzionale per interpretare questo cambiamento”.
Il sociologo ha osservato ancora che “la digitalizzazione avvierà un processo di cambiamento che avrà una forza simile all’invenzione della fabbrica”, anche se di segno inverso perché “il digitale rende possibile una modalità di produrre e di consumare de-spazializzata”. Allo stesso tempo, però, siamo alle prese con il problema di gestire le “scorie” della stagione precedente. Un quadro per molti versi inquietante, anche se Magatti sostiene che non mancano “sensibilità” ed “energie” in grado di affrontare queste sfide: ci sono “una serie di processi che già esistono e che possono diventare un po’ alla volta sistema”. E’ proprio questo sarebbe “il compito della politica”.

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