Mar Mediterraneo: Guterres (Onu), cooperazione e solidarietà globale per affrontare le sfide legate alla sicurezza

Per affrontare le grandi sfide della sicurezza nella regione del Mediterraneo servono cooperazione e solidarietà globale. Ne è convinto il segretario generale Onu, António Guterres, intervenuto ad un incontro del Consiglio di sicurezza. “Oggi – afferma – la regione del Mediterraneo affronta serie sfide su più fronti. Il traffico illegale di stupefacenti, armi e prodotti petroliferi; grandi movimenti di rifugiati e migranti, che sono predati da contrabbandieri e trafficanti di esseri umani; pirateria marittima. Il commercio di stupefacenti sta anche generando effetti letali di ricaduta, come un aumento dell’uso di droghe e delle crisi sanitarie. In alcune parti della regione, la fragilità viene esacerbata da violazioni sistematiche dei diritti umani e dalla violenza contro donne e ragazze. Il Mediterraneo soffre inoltre di grave degrado ambientale e di limitazioni delle risorse naturali”. E ancora: scarsità di cibo, terrorismo, e trasferimenti forzati. “La stabilità della Libia è vitale per la regione. Tuttavia, dopo anni di transizione prolungata, le istituzioni del Paese rimangono profondamente divise. Le Nazioni Unite si sono impegnate ad aiutare il popolo libico a raggiungere un accordo politico inclusivo. L’instabilità nella regione del Sahel ha contribuito ad aumentare la migrazione irregolare verso l’Europa. Le Nazioni Unite continueranno a sostenere i Paesi del G5 e la Forza congiunta del G5 Sahel, anche attraverso la strategia integrata Onu per il Sahel”. Fondamentale ristabilire la pace tra israeliani e palestinesi. Isis, da parte sua, “continuerà a prosperare a meno che le profonde radici politiche del conflitto siriano siano risolte attraverso un processo politico credibile e completo”. Con riferimento ai 2.800 rifugiati e migranti morti nel Mediterraneo, mentre innumerevoli altri sono morti mentre attraversavano il Sahel, Guterres afferma la “chiara necessità di creare modi più regolari e sicuri per proteggere che fugge dalle persecuzioni”, Stop a dare risposte solo “attraverso accordi di sicurezza tradizionali”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo