Giornata infanzia: Gazzi (Assistenti sociali), “completare le riforme approvando definitivamente i provvedimenti a favore di bambini e ragazzi”

“Credo che il modo migliore per celebrare la Giornata nazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sia una forte e corale presa di impegno a completare – prima della imminente fine della legislatura – quel percorso di diritti che Governo e Parlamento hanno avviato in questi anni a favore di bambini e ragazzi”. Lo afferma Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali. “Molti interventi sono stati realizzati avendo (ri)messo al centro dell’agenda politica e culturale l’attenzione verso i minori”, prosegue Gazzi, sottolineando che si è trattato di “un’attenzione che sembrava essersi affievolita: continuità affettiva, bullismo e cyber bullismo, povertà educativa, autismo, minori stranieri non accompagnati e l’avvio della figura del tutore volontario, reddito di inclusione, sono solo alcuni dei provvedimenti approvati”. “Va riconosciuto – aggiunge – che si è invertita una tendenza attingendo ad attenzioni e sensibilità nuove che hanno anche permesso di compiere lo sforzo decisivo rappresentato dall’individuazione delle prime risorse economiche dopo tanti anni”. “Forse l’Italia sta per tornare ad essere un Paese per bambini proprio grazie a quei provvedimenti che oggi consentono di disporre di norme mirate a rinforzare sia i servizi verso i minori, sia a sostenere i genitori in difficoltà intervenendo nelle particolari condizioni di fragilità”, osserva Gazzi, per il quale “ora serve che la politica tutta compia lo sforzo finale approvando in via definitiva quelle norme già varate da un solo ramo del Parlamento e che rischiano di restare lettera morta: riguardano, in primo luogo, la norma sui minori che diventano maggiorenni e che devono essere accompagnati nel percorso di uscita dalle comunità che li hanno accolti”. “Deve poi essere approvata subito la legge per la tutela degli orfani speciali” e “serve, infine, approvare la legge sulla cittadinanza che contempera il principio dello ius soli e dello ius culturae, norma che deve essere approvata semplicemente perché giusta”.

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