Argentina: mons. Ojea (Cea) su “La Nación”, “gli sforzi dei governi per ridurre la povertà sono insufficienti”

“L’Argentina ha un enorme ritardo sociale. Gli sforzi dei governi per ridurre la povertà sono insufficienti”. Lo ha affermato il vescovo di San Isidro e nuovo presidente della Conferenza episcopale argentina (Cea), mons. Óscar Vicente Ojea, in un’intervista pubblicata ieri dal quotidiano argentino “La Nación”. Rispondendo ad una domanda sulle cause di una povertà che non accenna a diminuire, mons. Ojea ha segnalato che “in genere la società guarda i poveri sempre da lontano” e che “vede i problemi attraverso le statistiche e i numeri e non invece dalla singola e concreta realtà delle persone”. “La Chiesa – ha ricordato il presule – ha il privilegio di stare insieme ai poveri, attraverso le comunità e i sacerdoti che operano nei quartieri più vulnerabili”. Per quanto riguarda le riforme annunciate dal governo argentino dopo il trionfo nelle elezione legislative dello scorso 22 ottobre, mons. Ojea ha sottolineato che potranno contribuire ai cambiamenti necessari nel Paese, nella misura in cui emergeranno da un dialogo autentico, da un’intesa tra i diversi settori della società. A conclusione dell’intervista il presidente dell’episcopato argentino ha fatto riferimento alla piaga della corruzione: “Quando il potere non viene gestito quale un servizio, si può incorrere in situazioni che finiscono per favorire la corruzione. In Argentina, la Chiesa ha assunto un forte impegno nella lotta contro la corruzione e il Papa ha chiarito perfettamente la distinzione tra peccatori e corrotti”. Su un’eventuale visita di Papa Francesco in Argentina, mons. Ojea ha affermato: “Non possiamo essere noi a fare la sua agenda. La nostra preoccupazione non dev’essere centrata tanto nella sua visita quanto nella modalità di portare avanti il suo magistero e di metterlo in pratica”.

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