Papa Francesco: in preghiera nel Sacrario delle Fosse Ardeatine, saluta i familiari delle vittime. Entra a piedi da solo, in silenzio

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Il Papa è arrivato poco prima delle 17 al Sacrario delle Fosse Ardeatine, per una sosta di preghiera nel luogo dell’eccidio del 24 marzo 1944, accolto da un’atmosfera di silenzio e di raccoglimento. Quella di Papa Francesco è la quarta visita – dopo quelle di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI – che un Pontefice compie nel luogo dove furono 335 le vittime innocenti, come rappresaglia dell’attentato ai soldati tedeschi delle SS di via Rasella. Il Papa – che ha salutato anche i familiari delle vittime – è stato accolto dal commissario di “Onorcaduti”, Alessandro Veltri, e dal direttore del Sacrario, Francesco Sardone, oltre che dai rappresentanti della comunità ebraica di Roma – il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, e la presidente, Ruth Dureghello – che sono entrati con lui nel Sacrario, dove il Papa si è raccolto in preghiera. Presenti anche i membri dell’Associazione nazionale famiglie italiane martiri caduti per la libertà della Patria (Anfim). Francesco, come ad Auschwitz, è entrato nel Sacrario da solo, a piedi, in silenzio. Poi la preghiera silenziosa, davanti alla cancellata di ferro, durata circa 10 minuti.

Il Sacrario delle Fosse Ardeatine è stato creato a perenne ricordo del crudele massacro perpetrato dai nazisti capitanati dal tenente colonnello Kappler, ed inaurato il 24 marzo del 1949, in occasione del quinto anniversario della strage. Il complesso del Sacrario, edificato nelle cave di pozzolana della via Ardeatina, comprende le grotte nelle quali venne consumato l’eccidio: il Mausoleo dove sono raccolte le salme; il gruppo scultoreo, ad opera di Francesco Coccia, che sintetizza la tragedia dei 335 martiri, alcuni di loro ignoti. Sopra la grotta in cui, tre mesi dopo il massacro, furono ritrovati i cadaveri ammucchiati su cinque strati sovrapposti, su una lapide di marmo nero si legge: “Fummo trucidati in questo luogo perché lottammo contro la tirannide interna per la libertà e contro lo straniero per l’indipendenza della Patria. Sognammo un’Italia libera, giusta, democratica, Il nostro sacrificio ed il nostro sangue ne siano la sementa ed il monito per le generazioni che verranno”. Al termine della visita al Sacrario delle Fosse Ardeatine, subito dopo il rientro in Vaticano, il Papa si reca nelle Grotte della Basilica Vaticana per un momento di preghiera in privato, in suffragio dei Sommi Pontefici che vi sono sepolti e di tutti i defunti.

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