L’Osservatore Romano: dedicato alle ortodosse il mensile di novembre “Donne Chiesa Mondo”

Dopo il numero sulle donne protestanti, che si aggiunge al confronto con le donne ebree e in attesa di quello sulle musulmane, “Donne Chiesa Mondo”, il mensile de “L’Osservatore Romano”, dedica il numero di novembre alle donne ortodosse. Un “caleidoscopio” di voci e storie, lo definisce Giulia Galeotti nell’editoriale, che dimostra quanto “questo mondo femminile — ancora sconosciuto benché a noi così vicino — abbia veramente da insegnarci”. “Sono ortodossa, praticante, e interessata a ciò che accade nella mia Chiesa”, afferma aGayle Woloshak, scienziata e teologa statunitense, che ha presieduto per qualche anno l’Orthodox Theological Society americana. Molte donne teologhe, racconta, “sono passate per porte nascoste. Cioè non sono state formate negli istituti di teologia più prestigiosi. Molte in realtà hanno fatto un percorso simile al mio: vengono dall’ambito della ricerca scientifica, della comunicazione, dell’educazione”, ma “escludere le donne dalla riflessione teologica indebolisce la Chiesa”. “Non è facile per la moglie di un presbitero ‘spartire’ suo marito. Come non è facile per i figli di un prete spartire il loro padre con i suoi figli spirituali – confessa la greca Katerina Spyros Diamandapolou-Zimouri, moglie di un pope -. Vi sono momenti in cui pensi di perdere il diritto esclusivo all’amore, non naturalmente nella sostanza ma nella quotidianità”. “Questo – prosegue – richiede un coraggioso superamento di sé da parte della donna”. Per Katerina Spyros, “quanto più è discreta e poco rumorosa la partecipazione della moglie del prete al lavoro di suo marito, tanto più è normale non solo il loro rapporto ma anche il rapporto del prete con il suo gregge. La moglie del prete ha molti modi per aiutare nel lavoro pastorale di suo marito e penso che i più efficaci siano quelli che non fanno rumore”.

 

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