Insulti antisemiti: Enzo Bianchi, “la nostra società si è incamminata verso la barbarie”

“Sono ormai quasi quindici anni che osservo e denuncio con profondo rammarico e viva preoccupazione come la nostra società si sia incamminata a ‘piccoli passi verso la barbarie’. Ormai questo cammino a ritroso verso l’inciviltà è assai lungo e i piccoli passi sono divenute grandi falcate, al punto che dalla barbarie ci sentiamo avvolti ogni giorno di più”. È quanto afferma Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose, in una nota pubblicata oggi dal Sir in cui commenta il crescente clima di inciviltà, a partire dall’“incresciosa vicenda dell’immagine di Anna Frank usata per schernire i sostenitori della squadra di calcio rivale”. Per Bianchi, questo “è solo l’ultimo episodio di una deriva che ha visto parole e gesti rincorrersi in un crescendo di disumanizzazione”. “Utilizzare l’immagine simbolo della resistenza morale dell’innocenza alla tragedia della Shoah – prosegue – è l’ennesima dimostrazione di come la nostra società abbia creato a livello di linguaggio – verbale, gestuale, figurato – una tale mescolanza di ambiti che ha certificato l’imbarbarimento dei rapporti quotidiani”. In tutti i contesti, si “usano ormai gli stessi linguaggi – ulteriormente amplificati e degradati dai social – cui è stato tolto l’elemento decisivo per ogni dialogo civile: l’ascolto dell’altro”. “Così – osserva – è venuto a mancare ogni terreno comune, ogni condivisione di valori” sia “tra contemporanei” che “tra generazioni”. Così al posto di nutrirci “quotidianamente dell’altro, del rispetto per le sue idee e per il suo corpo, dell’ascolto e del confronto, dell’equilibrio tra diritti e doveri civili”, “abbiamo infranto tabù e siamo ripiombati in tribù rancorose, abbiamo tolto i freni inibitori e innalzato muri discriminatori, abbiamo negato l’altro e smarrito noi stessi”.

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