Insulti antisemiti: Enzo Bianchi, “di fronte alla disumanizzazione progressiva non possiamo e non dobbiamo rassegnarci”

“Di fronte alla disumanizzazione progressiva che è anche disgregazione della società, come cittadini e come credenti non possiamo e non dobbiamo rassegnarci”. Lo afferma Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose, in una nota pubblicata oggi dal Sir, in cui commenta il clima di inciviltà che va sempre più crescendo. “Rimettiamoci con pazienza a usare parole di solidarietà e non di odio, di fraternità e non di inimicizia, di com-passione e non di scherno”, ammonisce Bianchi. “In questo contesto – spiega – i cristiani sono chiamati a offrire alla polis il loro contributo per un’etica condivisa e una ritrovata convergenza di valori, consapevoli dell’enorme responsabilità educativa che ricade sulla Chiesa e i suoi pastori, sulle comunità locali, su ciascun battezzato”. “Siamo chiamati a praticare l’ascolto dell’altro, ad accoglierlo nella sua diversità, a cercare con lui e non contro di lui vie di giustizia e di pace”, aggiunge Bianchi. “Questo è un percorso faticoso – nota – che richiede di compiere ogni giorno, con ogni parola e gesto, ‘piccoli passi verso l’umanizzazione’”. Inoltre, “richiede di recuperare, e non infangare con l’odio, i ‘simboli’: questi non sono vuoti simulacri bensì, letteralmente, parti di un unico anello che, ricomposte, consentono di ritrovare la pienezza di due identità che hanno un’unica origine: l’umanità”.

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