Attacchi contro giornalisti: rapporteurs Onu, “indeboliscono democrazia e rafforzano abusi di potere”. Governi “si impegnino per invertire trend”

Il mondo è testimone di una “spirale di attacchi” contro i giornalisti, incoraggiata da un discorso di odio anche da parte dei politici senior”. Con riferimento a oggi 2 novembre, Giornata internazionale per porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti, i rapporteurs speciali sulle esecuzioni arbitrarie, sommarie ed extragiudiziali, Agnes Callamard; e sulla libertà di espressione, David Kaye, hanno invitato gli Stati ad agire: “Solo quest’anno, il mondo ha perso più di 30 giornalisti in attacchi mirati” a “distruggere il ruolo pubblico di vigilanza del giornalismo, essenziale per la società democratica”. Gli attentati contro giornalisti investigativi, compresi indipendenti, free-lancers e blogger, “minano la responsabilità ufficiale e contribuiscono a rafforzare la corruzione e altri abusi di potere”. Per i due rappoerteurs Onu, “fomentare la rabbia e la diffidenza, o ridefinire il giornalismo come un crimine simile al terrorismo, sono passi sulla via dell’attacco fisico. La fine dell’impunità comincia con un impegno al più alto livello per fermare la retorica odiosa, arrestare le detenzioni e i processi ai giornalisti e intraprendere azioni per consegnare tutti gli attentatori alla giustizia”. Le nostre società, concludono, “non possono permettersi di continuare questa spirale in discesa di attacchi contro i giornalisti. Invitiamo tutti gli Stati a dedicare risorse per invertire questo trend”.

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