XVII Colloquio di Teologia morale: mons. Melina, aiutare a “riconoscere la verità sul bene come misura della dignità personale”

“Questa nuova epistemologia promette di porsi al servizio della vita della Chiesa, permettendo alla teologia morale di accogliere la sfida pastorale di una ‘teologia in uscita’ (come esortato nell’Evangelii gaudium), capace di accogliere e accompagnare le persone per condurle alla loro pienezza umana, integrandole nel Corpo di Cristo, mediante i sacramenti (Amoris laetitia). Mettersi nella prospettiva della prima persona, riconoscendo il dinamismo dell’amore, che anima l’agire morale, significa anche pastoralmente assumere la grande sfida di fronte alla situazione di emergenza dell’uomo contemporaneo: la sfida della ricostruzione del soggetto morale cristiano”. Così mons. Livio Melina, del Pontificio  Istituto Giovanni Paolo II, è intervenuto stamane alla seconda giornata del XVII Colloquio di Teologia morale, che si è tenuto nel Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e famiglia. Nel suo intervento conclusivo, mons. Melina ha ricordato come “Papa Francesco parli della Chiesa come di un ‘ospedale da campo’, indicando il tratto di una emergenza particolare del tempo che siamo chiamati a vivere”. La vera misericordia che ci è richiesta nel nostro compito ecclesiale di teologi della morale, ha spiegato, “è quella che sa cogliere le dimensioni radicali della miseria del prossimo ferito ai bordi della strada. È questo il passo in avanti che siamo chiamati a compiere. Non è con false rassicurazioni, con sconti sulla legge o con teorie delle eccezioni, non è con l’autoreferenzialità della coscienza soggettiva, che si viene davvero incontro a questa miseria, ma con un’autentica pedagogia dell’amore e delle virtù, che permette al soggetto di riconoscere la verità sul bene come misura della sua dignità personale e gli insegna a non compiacersi del suo male, ma piuttosto, con l’aiuto della grazia, a risollevarsi per rimettersi in cammino verso il compimento che gli è promesso”.

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