Papa Francesco: a Pcc, “scienza ha limiti da rispettare e necessita di responsabilità etica. Progresso sia a favore di tutti”

La persona umana “va considerata un fine e non un mezzo. Essa deve porsi in relazione armonica con il creato, quindi, non come un despota sull’eredità di Dio, ma come un amorevole custode dell’opera del Creatore”. È uno dei tre principi proposti oggi da Papa Francesco ai partecipanti all’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio della cultura, appena conclusasi sul tema “Il futuro dell’umanità: nuove sfide all’antropologia”, ricevuti in udienza. Il Pontefice richiama quindi il principio della “destinazione universale dei beni, che riguarda anche quelli della conoscenza e della tecnologia. Il progresso scientifico e tecnologico serve al bene di tutta l’umanità e i suoi benefici non possono andare a vantaggio soltanto di pochi”. “Le grandi decisioni sull’orientamento della ricerca scientifica e gli investimenti su di essa – l’ulteriore monito di Francesco – vanno assunte dall’insieme della società e non dettate solo dalle regole del mercato o dall’interesse di pochi”. Infine, “rimane sempre valido il principio che non tutto ciò che è tecnicamente possibile o fattibile è perciò stesso eticamente accettabile. La scienza, come qualsiasi altra attività umana, sa di avere dei limiti da rispettare per il bene dell’umanità stessa, e necessita di un senso di responsabilità etica. La vera misura del progresso, come ricordava il beato Paolo VI, è quello che mira al bene di ogni uomo e di tutto l’uomo”. A conclusione, il ringraziamento del Papa a tutti i membri del Pontificio Consiglio della cultura per il “servizio prezioso” svolto.

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