Giornata mondiale poveri: mons. McAreavey (presidente Giustizia e Pace Irlanda), “gli emarginati non sono in qualche terra lontana, sono in ogni città e villaggio””

Riflettendo su quali “segni concreti di solidarietà” mettere in campo per la Giornata mondiale dei poveri in Irlanda, “basta notare che la Società di San Vincenzo De Paoli calcola che saranno 50.000 le famiglie che cercheranno il suo aiuto quest’inverno”. I “segni concreti” dovranno quindi guardare a loro, scrive in un messaggio il vescovo irlandese John McAreavey, presidente di Giustizia e Pace. “I poveri e gli emarginati non sono in qualche terra lontana, sono in ogni città e villaggio” dell’Irlanda, dove “ci sono bisogni da soddisfare ma anche gli strumenti per mostrare segni concreti di solidarietà”. Per il vescovo, però, è “vitale affrontare i sintomi della povertà economica e dell’esclusione sociale” e quella “violenza strutturale della società irlandese” per cui “la ricchezza si accumula nelle mani dei pochi privilegiati, spesso in connessione con attività illegali e lo spaventoso sfruttamento della dignità umana”. Il vescovo denuncia anche “il crescente disprezzo di alcuni ambienti per la situazione dei più deboli nella nostra società” e i pregiudizi verso i poveri “che fanno ulteriore male a persone che sono già marginalizzate”. “Una semplice frase della dichiarazione di Francesco per la Giornata mondiale dei poveri riecheggia nella mia mente con un potere accusatorio: l’amore non ha alibi”, conclude il vescovo McAreavey. “Prego che quelli di noi che hanno contribuito all’impoverimento del prossimo o hanno anche solo trascurato la sofferenza del nostro prossimo: possiamo sbarazzarci di scuse e alibi e, invece, trovare Gesù nei volti degli altri, nelle loro voci, nelle loro suppliche”.

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