Cina: Prodi, “c’è consapevolezza di essere vicino ad una leadership mondiale”

“In Cina c’è consapevolezza di essere vicino ad una leadership mondiale”. D’altra parte, “quello che sta succedendo in quel Paese non ha precedenti nella storia” con una “fase di sviluppo assolutamente straordinaria che ha consentito a 700 milioni di persone di uscire fuori dalla povertà in poco più di una generazione”. Lo ha affermato questa sera Romano Prodi, intervenendo, a Roma, nella sede de “La Civiltà Cattolica”, alla presentazione del libro “Nell’anima della Cina. Saggezza, storia, fede” curato da padre Antonio Spadaro. “La Cina sta mutando radicalmente la faccia del mondo”, ha osservato Prodi, aggiungendo che “non esiste un’umanità futura senza un ruolo da protagonista della Cina”. Per questo “il dialogo, su diversi fronti, è di un’importanza enorme”. Anche perché “la Cina sarà un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo futuro del mondo”. L’ex premier ha anche ricordato “il rapporto tra la Santa Sede e l’autorità cinese” fatto di “un dialogo complesso e difficile”. E ha definito l’intervista di Papa Francesco su Asia Time un “salto in avanti sentimentale, quasi affettivo verso il Paese, verso il popolo” ricordando “l’appello fatto da un Papa non europeo ad andare avanti con pazienza, lungimiranza e misericordia”. Un “messaggio diverso, anche se in continuità con quello di Papa Benedetto”. La Chiesa, ha rilevato Prodi, “affronta in Cina il problema che affronta in tutto il mondo: la secolarizzazione” che in quel Paese “ha avuto una accelerazione enorme, soprattutto dal 1978 in poi” con “crisi delle vocazioni, contrapposizione tra modernizzazione e tradizione della Chiesa, difficoltà di dare senso ad un progresso tumultuoso, il problema della coerenza di vita e quello della diversità tra aspettative e realtà”. Prodi ha poi sottolineato anche che “in Cina c’è disponibilità ad abbracciare il globalismo economico ma senza ogni universalismo politico” e ha ribadito che “la Cina dice il mondo che ‘ci deve guardare come noi siamo, con i nostri occhiali’”. Questo anche perché “c’è un elevatissimo livello di identità nazionale”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa