Totò Riina: Cafiero De Raho (procuratore nazionale antimafia), “si è chiusa definitivamente l’era delle stragi”

“Si è chiusa definitivamente l’era delle stragi”. Così Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, commenta la notizia della morte di Totò Riina, il capo dei capi di Cosa Nostra. Un boss “vecchio stampo” come lo definisce anche il magistrato napoletano: “Questa modalità comportamentale è tipica di chi ha assunto un ruolo altamente verticistico come Riina; questo avviene non solo in Cosa Nostra, ma anche nella camorra così come nella ‘ndrangheta”. Durante i ventiquattro anni di detenzione al 41bis, sotto il peso di ventisei ergastoli, Riina non ha mai inteso pentirsi né collaborare con la giustizia. “Ha assunto l’immagine del monolite per l’organizzazione che rappresenta. Ogni tentennamento – sottolinea Cafiero De Raho – avrebbe rappresentato l’annientamento dell’organizzazione mafiosa”. Con Riina “muoiono” tanti segreti di Stato; per il capo della Dna, quella del boss originario di Corleone, in provincia di Palermo, è stata un’omertà “di sistema” che lo ha reso ancora un capo di Cosa Nostra nonostante la lunga detenzione: “È proprio grazie a quei segreti che la mafia divenne così potente”.

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