Salute: Chiu (Taiwan), “l’impegno per una risposta immediata e a lungo termine ai disastri e alle calamità naturali”

“L’amore e il rispetto non conoscono frontiere: né di razza, né di nazionalità, né di censo, né di colore della pelle”. Con queste parole Tsung Lang Chiu, direttore del Neuro-Medical Scientific Center del Buddhist Tzu-Chi General Hospital, intervenuto alla seconda giornata della conferenza in corso fino a domani, in Vaticano, sulle disparità globali in materia di salute, ha descritto l’assistenza sanitaria cattolica in Taiwan. “Fino al 2015, abbiamo assistito oltre 2.660 vittime in oltre 50 Paesi”, ha reso noto il direttore a proposito del “focus” dell’attività sanitaria del suo ospedale: “La risposta immediata ai disastri e alle calamità naturali”, come terremoti, tsunami, inondazioni. Cibo, vestiti, coperte, alloggio temporaneo e assistenza medica nell’emergenza, i primi servizi offerti, che però si accompagnano a progetti a lungo termine: ricollocazione, abitazioni permanenti, reinserimento lavorativo, riabilitazione i settori di impegno. “Siamo i primi ad arrivare e gli ultimi ad andarcene”, ha sintetizzato Chiu citando l’attività di supporto esercitata in calamità recenti come lo tsunami in Sri Lanka, il terremoto in Kashmir o in Cina e il tifone Haiyan che ha colpito le Filippine. Tra le attività di ricerca del Tzu-Chi, lo studio sulle cellule staminali del midollo osseo, che ha consentito di ricevere 410mila donazioni e di effettuare con successo 4.500 trapianti.

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