Povertà: Pfohman (Caritas Europa), “i giovani europei se la passano peggio dei loro genitori alcuni decenni fa”

L’obiettivo di ridurre il numero di poveri in Europa di 20 milioni entro il 2020 “sarà un sogno, non è qualcosa di raggiungibile. Con la crisi del 2008 questo obiettivo sembra ancora più lontano dalla realtà”. Lo ha affermato questa mattina Shannon Pfohman, Policy and advocacy director di Caritas Europa, intervenendo a Roma alla presentazione del Rapporto 2017 “Futuro anteriore” su povertà giovanili ed esclusione sociale in Italia. Secondo Pfohman, “ora non si parla molto di Strategia 2020 dell’Unione europea, spesso viene ignorata. Si tende a concentrarsi sul pilastro europeo dei diritti sociali. Ma non possiamo non impegnarci per mitigare la povertà nella strategia dell’Agenda 2030 dell’Onu”. Parlando poi del Rapporto Caritas “Cares”, a cui hanno collaborato 17 Paesi europei, Pfohman ha sottolineato che “i giovani in Europa se la passano peggio oggi rispetto ai loro genitori quando erano giovani. Questo ci fa pensare in modo negativo al futuro”. Questo perché “hanno problemi ad accedere a istruzione, lavoro, alloggi. La situazione è davvero preoccupante, anche in chiave futura”, ha aggiunto, spiegando che sono problemi comuni a più Paesi del Vecchio Continente. E se è vero che “l’occupazione giovanile è in aumento in Europa” è altresì vero che “ci sono tante posizioni precarie”. “Per esempio – ha proseguito – in Romania 1 giovani su 2 decide di lasciare il Paese. Ma anche in Italia, Spagna e Portogallo c’è migrazione di giovani verso altri Paesi. In Austria, invece, il 10% dei giovani lavora ma è povero”. In tutta Europa, insomma, si è in presenza di “salari bassi, precarietà, tirocini che non portano a nulla”. Questo favorisce la presenza degli “Sinkies” (single income, no kids), “coppie di giovani monoreddito che vorrebbero mettere su famiglia ma che non possono correre il rischio di farlo”. “Non dobbiamo sfruttare la precarietà e l’incertezza economica – ha ammonito Pfohman – per metterci gli uni contro gli altri”. “Una delle preoccupazioni principali è permettere ai giovani di consolidare la loro fiducia” perché “non deve essere ridimensionata la speranza a causa della povertà”. Pfohman ha ricordato poi che “stiamo lavorando sulla Carta sociale europea, secondo cui – per esempio – tutti hanno diritto ad un alloggio dignitoso”. L’obiettivo – ha spiegato – è “arrivare a cambiamenti tangibili a livello europeo”.

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