Povertà: Nunes (Caritas Portogallo), “i giovani vogliono essere indipendenti ma non hanno i mezzi per farlo”

“Siamo accusati di essere mammoni. La realtà è che noi vogliamo essere indipendenti ma non abbiamo i mezzi per farlo. Come posso permettermi un appartamento con 600 euro al mese?”. È il grido d’allarme lanciato questa mattina da Ana Nunes, di Caritas Portogallo, intervenendo a Roma in occasione della presentazione del Rapporto 2017 di Caritas Italiana. Nunes ha fornito alcuni dati relativi al Paese di provenienza che fotografano una situazione molto critica per i giovani. Per esempio, la percentuale di giovani con uno stipendio mensile inferiore a 700 euro al mese è passata dal 20% del 2009 al 29% del 2014. Il tasso di disoccupazione giovanile, invece, è salito dal 21,6% del 2008 al 38% del 2013. Disoccupazione che è alta anche tra chi è in possesso di titoli di studio. Di fronte a questa situazione, la Caritas portoghese ha deciso di agire su due fronti. Il primo è relativo a “Young Caritas”, “progetto lanciato nel 2016 da Caritas Fatima per coinvolgere i giovani nella fascia 18-35 anni in attività caritative della diocesi”. Il secondo, invece, riguarda il “sostegno all’istruzione” attraverso un “supporto economico a studenti universitari per renderli indipendenti con il pagamento di trasporti, rette”. Dal 2016 sono 33 gli studenti coinvolti dal Nord al Sud del Paese. La Caritas portoghese è anche impegnata perché si arrivi a “promuovere stipendi dignitosi e aumentare la previdenza sociale in caso di disoccupazione”. “Questo – ha spiegato – perché le misure a favore della disoccupazione non prevedono, ad esempio, un sussidio”. E poi sul “contrasto al lavoro irregolare” attraverso il “combattere l’uso di ricevute verdi (tipo i ‘voucher’ italiani, ndr) falsi”. È necessaria poi “la pari opportunità nell’accesso all’istruzione”. “Occorre aiutare gli studenti – ha aggiunto – nel completare il loro percorso di studi, soprattutto quelli a rischio povertà o esclusione sociale”. Rispetto al problema “alloggi”, bisogna “garantire prezzi accessibili ai giovani perché possano diventare indipendenti. Infine, bisogna sviluppare “una strategia nazionale per promuovere la partecipazione civica dei giovani”.

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