Povertà: mons. Galantino, “non ha colore, abbandonare la tentazione di distinguere”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“La differenza tra poveri stranieri e italiani la facciamo fare soltanto a chi è abituato a fare letture interessante e strumentalizzate delle vicende umane. La povertà non ha colore”. Lo ha affermato questa mattina mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, nel corso della presentazione a Roma del Rapporto 2017 “Futuro anteriore” realizzato da Caritas italiana su povertà giovanili ed esclusione sociale in Italia. Il segretario generale della Cei ha invitato ad “abbandonare la tentazione di distinguere tra povertà e povertà. La povertà fa male è basta”. Invece c’è chi ideologicamente continua a fare distinzioni. “Purtroppo – ha notato – nelle nostre sacrestie si sposano queste idee”. Galantino ha osservato che “paradossalmente oggi la povertà è aumentata rispetto al 1996, anno del primo Rapporto, sia a livello quantitativo che qualitativo”. “Attualmente – ha spiegato – la povertà tende ad aumentare mentre a fine anni ‘90 sembrava stabile”. “Allora erano i pensionati i poveri che invece oggi sono stampella e salvagente per i giovani”. “I poveri di oggi sono i giovani tra i 20 e i 30 anni”, ha proseguito il segretario generale.

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