Marcia migranti: stanotte 212 persone hanno pernottato nelle parrocchie di Mira, nella diocesi di Venezia. Saranno distribuite in tutto il Veneto secondo un modello di ospitalità diffusa

Oggi la “marcia dei migranti” dovrebbe terminare. Le 212 persone, quasi tutte centrafricane, partite dall’ex base militare di Cona – e che stanotte hanno pernottato nelle parrocchie di Mira, nella diocesi di Venezia, verranno distribuite in tutto il Veneto. Mentre il prefetto ci sta lavorando, il sindaco di Mira, Marco Dori, precisa: “Tutti troveranno una nuova collocazione, secondo un modello di ospitalità diffusa. E spero che anche altri Comuni, che finora hanno atteso, diano una mano, così da ottenere una condizione migliore per tutti”. Nell’emergenza, intanto, a dare una robusta mano è stata l’ospitalità cristiana. Quando ieri i 212 richiedenti asilo erano fermi sull’argine del fiume Brenta, bloccati dalla polizia nella loro marcia di avvicinamento a Venezia, è stato il patriarca Francesco Moraglia ad aprire le porte dei patronati parrocchiali.
Così – riferisce Giorgio Malavasi (genteveneta.it) – 55 persone sono state sistemate a San Nicolò di Mira, altre 45 nel patronato di Gambarare e ancora 47 in quello di San Pietro di Oriago; 45 a Borbiago e 20, infine, in Casa San Raffaele a Mira Porte, nella struttura di prima accoglienza aperta dalla Caritas diocesana. Nessun’altra realtà, se non la Chiesa – nelle sue articolazioni sul territorio – avrebbe potuto rendersi disponibile in così poco tempo per dare un tetto e una cena a così tante persone. Al grande lavoro fatto per tutta la serata hanno partecipato anche gli scout e molti volontari. A tutti i 212 migranti è stata servita una cena calda. E stamattina, al risveglio dopo una notte tranquilla, la colazione. I servizi igienici d’emergenza sono stati procurati dal Comune di Mira, che li ha fatti giungere con molta rapidità dal Vicentino.

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