Infanzia: Fism, “il diritto dei bambini all’educazione in molti Paesi non è ancora riconosciuto pienamente”

“Il diritto dei bambini all’educazione in molti Paesi non è ancora riconosciuto pienamente”. Lo afferma la Fism (Federazione italiana scuole materne) in una nota diffusa in occasione dell’anniversario della Convenzione internazionale Onu sui diritti dell’infanzia, approvata il 20 novembre 1989. “Diritto all’educazione – rimarca la Fism – significa, e questo vale anche per il nostro Paese, aiutare i bambini a crescere e formarsi in una società che li accoglie tutti senza discriminazioni, li accompagna, li sostiene nel comprendere e vivere serenamente anche momenti difficili come quelli che stiamo attraversando per le guerre diffuse in tanti paesi, per la povertà presente anche in Italia, per le emigrazioni bibliche e, infine, per la follia terrorista che sembra avere dimenticato il valore della vita umana”. “Le scuole dell’infanzia della Fism – prosegue la nota – hanno sempre accolto tutti i bambini, senza alcuna distinzione di razza, nazionalità o fede religiosa – sono molti i bambini stranieri presenti in queste scuole – e hanno aiutato il loro sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale”. Nella ricorrenza, la Fism “riafferma il suo impegno nel contribuire a promuovere una cultura dell’accoglienza, a sviluppare atteggiamenti di rispetto verso le identità altrui, ad affrontare la “emergenza educativa” attraverso un lavoro costante, quotidiano, non esente da difficoltà anche economiche delle nostre scuole dell’infanzia”. “Si tratta di un servizio importante che le educatrici e gli educatori prestano ogni giorno – sottolinea la Federazione – con semplicità ma andando a fondo, ponendo attenzione ai bisogni educativi dei bambini, valorizzando le loro potenzialità, sviluppando le attitudini di tutti, e di ciascuno in particolare”. “La scuola oggi è uno degli ultimi spazi rimasti per poter formare uomini nuovi per una società migliore e allora – conclude la Fism – l’anniversario della Convenzione è l’occasione per riflettere e ripartire, consapevoli che l’educazione è un diritto ed un bene comune, va difesa e garantita”.

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