Giornata mondiale poveri: mons. Nolè (Cosenza-Bisignano) a 200 giovani, “Per aiutare bisogna anzitutto dire ‘io ci sono’ “

“C’è un mondo invisibile che ha bisogno della nostra compartecipazione, del nostro essere. Per aiutare i nuovi poveri bisogna anzitutto dire: ‘io ci sono’”. È un impegno “da protagonista” quello che monsignor Francesco Nolè, arcivescovo di Cosenza – Bisignano, ha chiesto stamattina a 200 giovani dell’Università della Calabria in un convegno sulle “nuove povertà” tenutosi in Seminario in occasione della Giornata mondiale del povero. Durante l’evento, organizzato dal dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Ateneo cosentino, insieme all’Itc teologico e all’Issr “San Francesco di Sales, il presule ha posto l’attenzione sulle nuove forme di povertà a partire da quelle dei giovani sfiduciati passando per la precarietà del lavoro, fino a quelle dei migranti “invisibili”, come “i bambini sfruttati per motivi diversi”, verso i quali “non possiamo rimanere con la coscienza chiusa”. Mons. Nolè ha richiamato anche “le povertà morali, come quelle di chi dipende dall’alcool o dalla droga o dalla malavita”. Per il vescovo, “oggi ci manca la capacità di guardare l’altro, ci fermiamo solo al nostro orizzonte, così c’è il rischio che quello che abbiamo, invece di condividerlo, lo sperperiamo”. L’antidoto “è avere lo sguardo profetico e lungimirante, una coscienza morale che ci renda capaci di misericordia verso il prossimo, capaci di farci noi stessi prossimi verso chi incontriamo”. Dinanzi al povero – l’invito del vescovo ai giovani – “spesso non abbiamo una monetina da dare, ma un sorriso sì, un minuto er fermarci ad ascoltare lo possiamo trovare”. Si tratta di “aprirci all’altro, senza pensare di poter salvare il mondo da soli o con internet o il telefonino. Creiamo degli spazi di dialogo!”.

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